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L’Angolo Del Direttore – Il 2012 di Strama tra conferme e mancanze

Stramaccioni

Il 2012, per Andrea Stramaccioni, è stato un vulcano di emozioni: il passaggio dalla Primavera alla Prima squadra è stato lampo e, nella prima parte di campionato, non ha affatto sfigurato. La Juventus è molto lontana, vero, ma considerata la rosa a disposizione e le premesse d’inizio stagione essere nel calderone Champions è un buon risultato. Da cosa deve ripartire, però, Strama e cosa bisogna ristrutturare per rendere nuovamente l’Inter una big europea?

Cosa c’è?

UN MODULO - Stramaccioni ha fatto della duttilità un importante cardine delle geometrie della squadra. Con il 3-5-2, l’Inter ha trovato una buona copertura difensiva ed un maggiore quantità di uomini in fase offensiva. Un centrocampo più fisico ha concesso alla difesa più stabilità ed a Guarin maggiore libertà. In tal modo, il colombiano riesce ad inserirsi nella manovra senza vincoli dando all’attacco la giusta esplosività. Un ottimo punto d’arrivo per Stramaccioni, dopo mesi di esperimenti e variazioni.

LA FIDUCIA - Sembra una cosa futile, ma non lo è affatto. Massimo Moratti crede nel progetto Inter ed in Andrea Stramaccioni, l’ha dimostrato diverse volte. Sul campo il tecnico romano l’ha ripagato e le sue idee convincono il patron.

LA DIFESA - A partire da Handanovic, il reparto difensivo si è dimostrato solido e ben organizzato. Juan Jesus si è trovato, a quest’età, ampiamente a suo agio in un campionato impegnativo come la Serie A. Ranocchia, con Stramaccioni, è tornato agli ottimi livelli di un tempo riuscendo a far dimenticare l’opaca annata precedente. Chiude il trio difensivo l’eterno Walter Samuel che, nonostante le 34 primavere alle spalle, gestisce ancora magistralmente il reparto più arretrato. Servirebbe qualche ricambio in più, che probabilmente arriverà dopo la cessione di Silvestre.

Cosa non c’è?

UN REGISTA - Assodato il 3-5-2 come modulo portante della squadra di Andrea Stramaccioni, serve un centrocampista in grado di verticalizzare subito il gioco per favorire la velocità dello stesso e che ti faccia respirare nei momenti di pressione. Cambiasso, nonostante le sue enormi qualità, non riesce a gestire il pallino del gioco oltre il centrocampo e si trova in evidente difficoltà quando deve dare il via alla manovra. Sneijder impostato in un certo modo poteva calzare a pennello, ma dopo i numerosi screzi avuti con la società vederlo di nuovo in azione con la maglia nerazzurra pare un miraggio. Holtby, ventiduenne in scadenza con lo Schalke, potrebbe essere la soluzione più adatta.

UN VICE-MILITO - Di questa assenza è consapevole anche la società di Corso Vittorio Emanuele, tuttavia i nomi proposti fino ad ora non sono di certo rassicuranti. Rocchi, Pellissier e Bianchi, per quanto mestieranti di buon livello, non possono soddisfare in toto i requisiti per replicare in modo efficiente il ruolo richiesto da Stramaccioni all’interno della rosa. Non ultimo, dalla loro parte non gioca la data di nascita.

UNA COSTANZA - L’Inter di Stramaccioni fa la piccola con le piccole. Prima espugna lo Juventus Stadium, poi pareggia in extremis a San Siro contro un modestissimo Genoa. Contro Milan, Juventus e Napoli, difatti, la squadra nerazzurra ha fatto 9 su 9, tuttavia ha perso punti importanti contro appunto Genoa, Siena ed Atalanta (tanto per citarne alcune). Una maggiore accortezza nei match sulla carta più abbordabili, quindi, avrebbe aumentato in modo significativo il distacco con le altre pretendenti alla Champions League e di conseguenza ridotto il gap con la Juventus.

Il mercato di gennaio darà con ogni probabilità nuova linfa alla beneamata e permetterà a quest’ultima di sciogliere nodi importanti in chiave formazione (vedi Sneijder e Silvestre). Nonostante un rendimento altalenante e qualche squalifica pesante l’Inter è ancora lì, ad un solo punto dal secondo posto, pronta a sorprendere, come piace a Strama.

Lorenzo Di Caprio

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