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Calcio – L’Opinione: la coerenza, quella sconosciuta a Giuseppe Marotta

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Domenica 28 ottobre 2012, 9^ giornata del campionato di Serie A. Si sfidano al Massimino di Catania i padroni di casa e la Juventus, assoluta leader del campionato che oramai da tempo immemore non perde una partita.

Come da tanti match a questa parte, il risultato sembra scontato: la Juve vince o, se gioca male, pareggia, il Catania non potrà nulla contro la corazzata bianconera. Ma non è così. Sin dalle prime battute la squadra rossoblu ci mette l’anima, abbinata ad un’ottima organizzazione di gioco e a delle buone individualità. La Juventus regge ma appare in difficoltà, e questa stessa sfocia in quello che men t’aspetti: siamo al 25′ quando, un’ottima proiezione offensiva etnea, scodella un pallone dalla sinistra al centro impattato da Spolli che coglie il palo, ma sulla respinta il centravanti Bergessio si fa trovare pronto a ribadire il rete. Gol regolare, che all’inizio sembra venir giustamente convalidato. Non è così, perché il duo Gervasoni-Rizzoli lo annulla, causa fuorigioco di Bergessio al momento del tocco di Spolli. L’attaccante argentino del Catania è tenuto nettamente in gioco dal bianconero Asamoah, ma purtroppo per i siciliani e fortunatamente per i piemontesi, il gol viene definitivamente annullato. Al triplice fischio sarà la Juve vittoriosa per 0 a 1, con gol al 57′ del cileno Vidal, ed il Catania che terminerà la partita in 10 uomini causa l’espulsione di Marchese. Non mancheranno le polemiche, con il presidente etneo Pulvirenti che dirà: “Gli arbitri soffrono di sudditanza psicologica nei confronti della Juventus” e la pronta risposta del dirigente bianconero Giuseppe Marotta: “Gli arbitri possono sbagliare”. Marotta pacifista? Così è sembrato.

Torniamo “ai giorni nostri”, precisamente a sabato 26 gennaio 2013. Allo Juventus Stadium si sfidano i ragazzi del tecnico Conte e il Genoa di Ballardini, immischiato nella lotta per non retrocedere. La Juventus nel frattempo ha perso l’imbattibilità contro l’Inter di Stramaccioni proprio nello stadio di casa (sconfitta alla quale è seguita anche quella contro Milan e Sampdoria), ma arriva allo scontro contro il Grifone da leader del campionato, a +5 sulla seconda. I bianconeri passano al 54′ con un gol del nativo di Castellammare di Stabia Fabio Quagliarella ma il Genoa non molla e al 69′ il napoletano Marco Borriello trova il pareggio. La Juventus, però, preme sull’acceleratore fino al 94′ precisamente, dove avviene ciò di cui si parlerà nei bar di tutta Italia da questa settimana fino almeno al mese prossimo: presunto fallo di mano del genoano Granqvist all’interno dell’ area di rigore non sanzionato dall’arbitro Guida.

La partita finisce, è 1 a 1. Nel post Antonio Conte scatenato: “Basta con il solito bon ton, era rigore“, ma colui che appare più infuriato è proprio lui, Giuseppe Marotta, il pacifista: “L’arbitro Guida è della provincia di Napoli e non se l’è sentita di dare il rigore. Un arbitro di Napoli non può arbitrare la Juventus”. Avete capito bene? Il “pacifista” si scaglia in tal modo contro la direzione di gara, con accuse che vanno oltre il singolo errore, ma che chiaramente non fanno altro che aumentare l’eterno dualismo Napoli – Juventus, con i napoletani che inevitabilmente si sentono tirati in gioco. Però, caro Marotta, lei da professionista quale è, ed essendo un dirigente di una squadra come la Juventus, la prossima volta farebbe meglio ad evitare tali accuse nei confronti degli arbitri e del calcio italiano anche perché, si ricordi: “Gli arbitri possono sbagliare”.

A proposito, il Napoli nel frattempo ha espugnato il Tardini di Parma per 2 a 1, portandosi a -3 dalla capolista Juventus. Il primo di marzo sarà scontro diretto al San Paolo e si prospettano scintille, sperando in un arbitro “perfetto”.

Francesco Fedele

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