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Australian open – Tomic rimandato: Federer vince sempre in tre set, ma….

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Stessa sorte dell’anno scorso per l’australiano, ma con una prestazione tutt’altro che deludente. Federer chiude in 3, evitando complicazioni e correndo qualche rischio.

E’ finita pressappoco come un anno fa, anche se nella sostanza il giudizio può risultare molto diverso. Roger ha un anno in più e Tomic un’esperienza accresciuta della batosta del primo confronto slam fra i due. Tomic non scherza stavolta, picchia come un fabbro e sembra molto più solido da fondo campo. Federer da vecchio volpone sa che stavolta lo spavaldo australiano sarà un po’ meno… spavaldo del solito, e si presenta concentrato come poche volte e ben centrato.

Quella che ne viene fuori è una partita di gran ritmo e colpi a tutto braccio, fatta, a dir la verità, nei primi due set, di tensione e accelerazioni fulminee, nonché pochi errori, soprattutto dello svizzero, che sembra capire che stasera qualsiasi errore potrebbe pesare. Oltretutto dopo le dichiarazioni pepate della vigilia, Federer non ci tiene proprio a far brutta figura, pronto a ricordare a un’intera nazione quanta strada serva a Bernardo per arrivare dove lui sta da 10 anni a questa parte.

Tomic usa il suo dritto fulmineo, tanto antiestetico nel movimento quanto “inceneritore” per la traiettoria secca e piatta che prende quando esce dalla sua racchetta, per mettere in affanno un Federer che appena deve colpire in corsa, sul proprio colpo migliore, sbaglia costantemente e in maniera preoccupante. Al contrario, non appena ha una possibilità di spingere, lo svizzero pianta i piedi nel campo e padroneggia lo scambio, senza però sfruttare le continue possibilità offerte da Tomic. La differenza nel primo set la fa un unico break, con Roger che nei suoi turni di servizio fa regolare amministrazione, senza concedere palle break.

Nel secondo la partita vive forse il suo momento migliore e si risolve al tie break, con tre miracoli rossocrociati che ribaltano le sorti dell’intero incontro, dato che nel terzo set l’australiano sente il colpo subito cedendo 6/1.

In fondo Tomic raccatta solo 3 game in più della stesa subita l’anno scorso, ma al contrario di allora se l’è giocata e a tratti ha messo in seria apprensione un Federer che è dovuto rimanere concentrato per due set per non complicarsi la vita. Inutile dire che il confronto diretto di Bernard con la propria versione della stagione passata è impietoso, a favore di quella di oggi. Sarà antipatico come l’herpes, fatto sta che sembra l’unico vero giovane che pare avere enormi possibilità di crescita e un gioco fatto non solo di botte da fondo ma di slice, back, palle corte e attacchi a rete. Ora si spera solo che questa sconfitta non abbia le stesse ripercussioni di quella in ottavi qui a Melbourne nel 2012…

Federer dal canto suo preoccupa un po’ per le difficoltà di appoggio sui colpi “in rincorsa” e una incapacità di concretizzare fiumi di palle break a tratti imbarazzante, cosa che con altri giocatori, primo fra tutti quel Raonic che lo aspetta agli ottavi, potrebbe costargli la prima eliminazione prima dei quarti dopo 32 slam consecutivi. D’altra parte i soli 20 errori gratuiti contro un osso duro e solido come Tomic possono essere un graditissimo segnale, e una preoccupazione per tutti quelli che dovranno passare, tanto per cambiare, sopra di lui per andare avanti. Perché è pur sempre vero che il tennis che a tratti continua a esprimere è inarrivabile e che se un avversario può essere pericoloso per lui, allora figurarsi quanto lui può essere pericoloso per quell’avversario, cosa che spesso tendiamo a dimenticare.

Davide Bencini

Davide Bencini

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