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Checché se ne dica il tennis è ancora un duopolio

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M_Id_394902_Rafa_NadalCi sono serviti questi primi giorni di Slam americano per farci capire il tennis attuale non riserba grandi sorprese, se non qualche piccolo fuocherello che si spegne ancor prima di accendersi del tutto e senza che nessuno lo ostacoli. Così viste queste prime giornate “entusiasmanti” di tennis ci è venuto da riflettere…

Non è bastato un 2011 pauroso di Novak Djokovic, non è bastato il suo recente regno di numero uno e nemmeno l’esasperazione del suo gioco offensivo da fondocampo: il video tennis game! Non è bastato nemmeno l’oro di Andy Murray alle Olimpiadi, il suo cambio di coach, le sue finali consecutive negli Slam che ha giocato e nemmeno le due vittorie, una a Flushing Meadows lo scorso anno e quella più recente a Wimbledon. Non sono bastati nemmeno tutti e due messi insieme e uno di fronte all’altro nel finale di stagione scorso e all’inizio di quest’anno, mentre si affrontavano a specchio in un gioco equilibrato e simile quanto noioso.

Non sono bastati, ma questo ce lo potevamo aspettare, che i vari Janowicz, Dimitrov, Tomic e compagnia bella, si siano affacciati sulla scena mondiale, ma sono appunto quei fuocherelli che non hanno mai appiccato bene e con continuità. Non è servito nemmeno che i due al centro dell’attenzione abbiano per motivi e in modi diversi abbandonato per un po’ la scena e forse è stato anche peggio perché invece di dimenticarli il pubblico ne ha sentito la mancanza.

Così alla vigilia di questo Us Open 2013, e dopo i primi turni ormai andati in archivio con sorprese o no che sono come quando nell’uovo di pasqua trovi lo stesso regalo dell’uovo che avevi aperto appena prima, l’attenzione non può che focalizzarsi su quell’ultimo quarto di finale nella parte bassa di tabellone.

Molti appassionati aspettano questo quarto di finale. Non vi diremo i nomi e volutamente non li abbiamo mai citati, anche se la foto è inequivocabile, perché sappiamo tutti di chi si parla. Per molti il torneo inizierà e probabilmente finirà quel giovedì con il loro incontro, ma per quanto ancora potrà essere considerato un bene per il tennis la loro rivalità che è sempre meno rivalità e sempre più mattanza? Per quanto ancora dovranno essere loro a rappresentare il tennis mondiale? E infine arriverà qualcuno, o almeno altri due giocatori che giochino in maniera differente tra loro a sfidarsi e a distogliere l’attenzione, prima che a lungo andare il circuito possa trasformarsi direttamente nel circuito senior?