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Il Profiler – Il giocatore di Tennis

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La stagione che è appena ripresa e il primo Slam dell’anno ci hanno permesso di vedere tanto tennis e ovviamente tanti tennisti. Non è stato semplice inquadrarli, ma fortunatamente i 260 match giocati tra i due tornei di singolare hanno fugato quasi ogni dubbio.

Ogni giorno c’era un giocatore che entrava in campo e sapeva di dover essere più veloce dell’avversario per accaparrarsi il posto fortunato a destra o sinistra del giudice di sedia. Ogni giorno c’era un giocatore che usciva dal campo al termine del match prima che si formasse una coda per gli autografi da far invidia al nuovo arrivato in casa Apple. Ogni giorno c’era un giocatore che senza saperlo avrebbe fatto contento un ignaro spettarore regalandogli fior di palline steccate a tutto braccio. Ogni giorno c’era un giocatore che…mmm no questo non c’era proprio ogni giorno è il favorito.

Il favorito ogni giorno in modo elegante e disinvolto, sorridendo alle telecamere che lo inquadravano rigorosamente a mezzo busto, doveva toccare…ferro, ben sapendo che Wilander lo aveva appena dichiarato favorito in straight sets nell’incontro che lo riguardava. Per il resto il suo compito è semplice ed anche riconoscerlo tra i tennisti: si spreca in tantissimi complimenti a favore dei suoi avversari – che massacrerà senza rimpianti il giorno dopo – e dovrà firmare autografi per 15 minuti dopo ogni match, 10 ai bambini accorsi che si affollano vicino al tunnel d’uscita e 5 ai colleghi negli spogliatoi che almeno potranno dire un giorno ai nipoti di avergli parlato. Ah ovviamente il favorito non è mai lui, vi darà sempre un paio di nomi da seguire pari al suo, anzi forse addirittura più forti.

Segue il giocatore di casa che a tratti ha la stessa spocchia del favorito. Non può aggirarsi all’interno del parco senza esser fermato ogni due metri e dovrà firmare autografi, tanti e probabilmente alle sue spalle sentirà i tifosi sussurrare “ma quello chi era?” all’amico accanto. Solitamente dorme poco, no non è l’entusiamo e l’euforia di essere andato avanti nel torneo che gli toglie il sonno, bensì il tempo che non passa a letto lo passa al telefono. Dal primo ministro del suo paese al vecchio bidello delle elementari tutti vorranno complimentarsi con lui per aver passato il turno, mentre gli amici proveranno in tutti i modi a scroccargli i biglietti per assistere ai match dal vivo. Alla fine visto quello che passa fuori non sorprendetevi di vederlo sorridere ebetemente quando sarà in campo, magari addirittura intrattenersi col pubblico tra un cambio di campo e un altro, e neanche sorprendetevi se durante l’intervista post match farà dichiarazioni alquanto strane e al limite della decenza (vero Gavrilova?).

Un altro tipo di giocatore che sembra simpatico ma dal quale dovete stare molto attenti e non farvi ingannare è il chiacchierone. Sembra socievole e simpatico, ma non è affatto così, le apparenze ingannano. Lui chiacchiera o meglio parla, il più delle volte solo durante il match rimproverandosi questo o quello, oppure parla con l’arbitro ad ogni cambio campo cercando al tempo stesso considerazione da parte sua e cercando di fargli capire che non è cosa sua. Il più delle volte lo sentirete dire “Call me the supervisor please!”, la tragedia si sfiora quando ad affrontarsi sono due chiacchieroni, perché i loro monologhi potrebbero diventare un botta e risposta visto che riescono a captare qualsiasi cosa accada intorno a loro e sono pronti a scattare a molla.

Siamo nell’era degli sponsor, il tennis attira ascolti e soprattutto i giovani tendono ad emulare i loro idoli e se replicare lo smashonzo di Djokovic è facile, ancor di più lo è vestirsi come lui. Quindi coloro che disegnano gli out-fit si sbizzarriscono a trovare modi sempre nuovi per ridicolizzare i tennisti che ‘si vestono bene‘. Il guaio è che alcuni non si rifiutano, ma si prestano e senza neanche battere ciglio, quando sarebbe preferibile scendere in campo in mutande. Ne abbiamo visti troppi in giro per i campi che vestivano così ‘bene’ senza vergognarsi che sono diventati quasi moderni avanguardisti della pop-art.

Immancabile il ticchettaro, no non il pallettaro, ormai termine che può essere usato solo nei quarta categoria, perché la gente sennò si offende. Il tic-chettaro ha una lunghissima lista di cose da fare prima di compiere una qualsiasi azione tennistica sul campo da gioco. C’è chi chiede la tovaglia dopo aver fatto doppio fallo neanche avesse corso la maratona sotto 40° e poi la getta con disprezzo in aria sapendo che qualcuno la raccoglierà per lui; chi si fa dare tutte le palline e alla fine batte con quella che aveva già in tasca solo per il piacere di far correre di qua e di là i ball boy; chi deve compiere tutto il suo rito prima di servire mentre l’avversario aspetta come un povero italiano qualunque alla stazione dei treni. Questi i più famosi e riconoscibili tic, ma ce ne sono sicuramente tanti altri e ci vuole occhio per individuarli, ma la bravura sta nel non chiedersi il perché, si potrebbe entrare in un circolo vizioso infinito un po’ come…avete presente Nadal che sistema le bottigliette?

Ben consapevoli che ormai sarete anche voi esperti e potrete farci almeno 3 nomi a profilo, vi diamo appuntamento alla prossima ‘profilerata’.

(PS: Se siete guardoni di tennis di alto livello allora vi sarà capitato di abbassare il volume per la vergogna e dovervi giustificare col vicino di divano a causa di un urlatore. Se giocano le ragazze ahime si diventa maliziosi, se giocano i ragazzi pure perché l’uomo non fa versi. L’urlatore solitamente caccia il suo grugnito quasi come un richiamo di caccia, serve a far capire all’avversario che lui c’è e sarà un match snervante, visto che urla esclusivamente sul vincente a campo aperto solo per farti innervosire. Nonostante i decibel e lo spreco di fiato l’urlatore non demorde e non arretra mai, andrebbe soppresso ma dobbiamo tenercelo.)

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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Roma, ma sono nato in provincia di Messina dove ho concluso i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata al ciclismo grazie al mio concittadino Vincenzo Nibali e ad altri sport. Le Olimpiadi per me sono un'orgia sportiva. Oltre a scrivere e dirigere LoSportOnline ho anche partecipato alla fondazione di Blog34 (piazza virtuale studentesca di Messina, di cui vado molto fiero) e collaborato con OkCalciomercato, curando la rubrica "The Italian Job".

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