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Vuelta 2016, presentazione percorso – la tradizione fa da padrone

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Dopo il Giro e il Tour, è stata presentata anche la Vuelta De Espana 2016. Un percorso che ricalca sostanzialmente l’andazzo degli ultimi anni: tantissimi arrivi in salita, ben 10 di cui una buona parte di arrivi brevi ma duri, adatti quindi alle caratteristiche dei corridori di casa.

Molti di questi muri li abbiamo visti nella storia recente come il Mirador De Ezaro (Rodriguez nel 2012), La Camperona (Hejsedal nel 2014), Alto De Naranco (Rodriguez nel 2013) e la celebre Pena Cabarga (Kiriyenka 2013, ma senza scordare l’epico scontro Cobo-Froome nel 2011) a cui si aggiunge l’inedita breve ma ripida salita di Llucena. Sono tappe in cui è necessario prestare attenzione perché spesso la Vuelta si può decidere sul filo degli abbuoni. Si nota facilmente come i chilometraggi sono brevi, con una sola tappa oltre i 200 chilometri, quella che va verso i Pirenei con arrivo a Urdax, adattissima per qualche colpo a sopresa come la tappa di Bilbao e di Lunitra.

Si può osservare anche l’assenza di tappe durissime, soltanto la 14esima sui Pirenei francesi possiamo considerarla un tappone con arrivo sull’Aubisque, celebre salita del Tour, con in precedenza tre passi di prima categoria. Oltre all’Aubisque, ci sono altri arrivi in salita veri, come la San Andres De Teixidio, non dura ma già presente alla 4 tappa, la celebre Lagos De Covadonga, salita asturiana molto conosciuta e che ha visto come ultima apparizione nel 2014 con vincitore Niemiec, la non durissima Formigal, con brutti ricordi per i tifosi azzurri nel 2013 dove ci fu il primo segnale di cedimento per Nibali, e infine la lunga salita dell’Alto De Aitana, che sarà decisiva essendo piazzata alla penultima tappa.

Ci sono anche due cronometro: la prima, inaugurale, è una cronosquadre di quasi 30km e la seconda è individuale, abbastanza pianeggiante, con arrivo a Calp ma molto importante essendo di 39km e soprattutto alla terz’ultima fatica della corsa, e quindi con un peso specifico notevole dato che poi ci sarà, come già detto, solo l’Alto De Aitana a rimediare eventuali debacle.

Come ogni tradizione che si rispetti, neanche nel 2016 i velocisti sono stati fortunati: poche tappe per loro. Oltre alla ormai consueta passerella di Madrid, ci sono “solo” 5 tappe adatte alle ruote veloci anche se non è da escludere tappe di media montagna in cui i velocisti potrebbero resistere, ma comunque le possibilità per loro ci saranno in massimo 8/9 tappe, non oltre, a differenza dei percorsi del Giro e Tour dove presentano spesso tappe interamente pianeggianti.

Chiaramente è un percorso adatto ai corridori locali come Rodriguez, Landa e Valverde, anche se quest’ultimo non dovrebbe partecipare stando al fatto che è dato al via già al Giro e al Tour. Occhio alla possibile presenza da parte di Contador, Froome e Quintana, anche se molto dipenderà da come usciranno dal Tour, questo percorso potrebbe aiutarli data la presenza di salite e di cronometro, adatta al Keniano Bianco. Per i colori Italiani, il pettorale numero 1 andrebbe di diritto a Fabio Aru, vincitore del 2015. Usiamo il condizionale perché per il momento non è nei suoi programmi, ma molto dipenderà da come andrà il Tour e le Olimpiadi e se ne avrà ancora potrà essere al via, provando per la prima volta due GT ravvicinati. Difficile, se non impossibile, avere al via Vincenzo Nibali, che punta al Giro e andrà al Tour per preparare Rio. Nel corso dell’anno comunque tutto può cambiare perciò sono lecite le sorprese riguardanti i partecipanti, avremo le idee chiare soltanto verso Luglio e Agosto.

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