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Ciclismo 2016. Olimpiadi e Giri: Azzurri ci sarete ?

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Il 2016 delle due ruote a pedali sarà probabilmente l’ultimo come lo abbiamo conosciuto fino ad adesso. La riforma che ha in mente l’UCI a partire dal 2017 non ha trovato d’accordo l’ASO società organizzatrice tra le altre cose di “piccole corse” come il Tour de France, la Roubaix, la Liegi-Bastonge-Liegi e la Parigi-Nizza e che probabilmente sta acquisendo anche la Vuelta a Espana e che potrebbe portare ad una ridefinizione delle regole attuali. Senza contare che alcuni rumor vorrebbero RCS, che organizza il Giro d’Italia, in difficoltà economiche (cosa risaputa da tempo) e che non sarebbe insensibile ad una acquisizione da parte di ricchi mercanti provenienti dall’Oriente. Staremo a vedere.

Per quanto riguarda il 2016, il cui calendario World Tour esordisce come al solito a gennaio nel Tour Down Under in Australia, in campo azzurro ci si aspetta all’inizio un qualche segnale di ripresa nelle classiche di primavera dove troppe volte negli ultimi anni siamo stati assenti ingiustificati.  Presumo che di vittorie non se ne possa parlare, a parte la Doyenne dove qualcuno dei nostri potrebbe tentare il colpaccio, a meno di sorprese come quella di Paolini lo scorso anno alla Gend-Wewelgem.

Si spera però di vedere qualche progresso nella crescita di qualche giovane o magari qualche cenno di risveglio di vecchi bucanieri come Pozzato (se sarà invitato e se si preprarerà in maniera adeguata).

Il 2015 è stato un binomio ispano-tedesco con Degenkolb e Valverde che hanno monopolizzato 4 classiche come Sanremo-Roubaix-Freccia e Liegi.

Non penso che Alejandro, numero 1 della classifica di fine anno possa ripetere nel 2016 l’anno precedente ma sicuramente sarà protagonista.

Il tedesco invece sarà da tener d’occhio nel 2016. Potrà essere protagonista sia a Sanremo che sulle pietre delle Fiandre e della Parigi-Roubaix.

Da tener d’occhio dovrebbero essere anche il neo-campione Peter Sagan chiamato finalmente a vincere una classica monumento dopo tanti piazzamenti, il vecchio Gilbert che deve rifarsi dopo 2 anni deludenti anche se la carta di identità comincia ad avere la sua importanza e Niki Terpstra adattissimo alle classiche sul pavè dopo che l’anno scorso ha sfiorato la vittoria alle Fiandre dopo aver dominato la gara. Anche il norvegese Kristoff è nella lista dei favoriti ed è da tener d’occhio da Sanremo alla Roubaix.

Relativamente alle maggiori corse a tappe, nell’attesa delle decisioni in casa Astana si spera in un pronto riscatto di Nibali che nel 2015 ha sofferto troppo la pressione al Tour ed ha corso meglio quando ormai non aveva nulla da perdere.

A proposito di pressione, dovrà avere le spalle belle larghe Fabio Aru chiamato a difendere il titolo alla Vuelta e magari a provare a essere protagonista al Tour. Se dovesse riconfermarsi o anche lottare per la vittoria fino alla fine lo scalatore sardo entrerebbe di diritto nella ristretta cerchia dei grandi campioni di corse a tappe che il tifoso del ciclismo italiano ha sempre adorato, più dei vincitori delle classiche.

Deve invece assolutamente rifarsi Nairo Quintana. Il piccolo colombiano celebrato da tutti gli esperti come il miglior scalatore del mondo dovrà obbligatoriamente portare a casa una grande corsa a tappe dopo le parziali delusioni dello scorso anno dove specialmente al Tour de France si è avuta l’impressione che avrebbe potuto fare molto di più.

Se Froome continuerà a puntare la stagione esclusivamente sul Tour il favorito rimarrà lui, magari si potrebbe chiedere all’anglo-keniano un maggior impegno e presenza anche nelle altre corse dell’anno, ma questo è un altro discorso.

Un grosso punto interrogativo che potrebbe scompaginare l’attuale scenario in casa Sky potrebbe essere quel Mikel Landa appena trasferitosi dall’Astana. Già l’anno scorso ha dimostrato di poter vincere un grande Giro. Passerà a fare il gregario a Froome dopo averlo fatto ad Aru o correrà libero ??? La risposta a questo interrogativo potrebbe decidere l’esito delle grandi corse a tappe.

Per concludere il discorso Grandi Giri non possiamo dimenticare Alberto Contador. Il pistolero, anche se ormai avviato verso la fasce discendente della carriera si preparerà a puntino probabilmente per il Tour pronto a dare battaglia fino alla fine per detronizzare l’anglo-keniano.

A proposito di Tour de France, è dal 1985 che un transalpino non lo vince. La sorpresa potrebbe venire da 2 giovani francesi come Pinot e Bardet quasi sempre protagonisti nelle ultime edizioni ?? Difficile ma non impossibile.

L’anno prossimo a scombinare i piani e la preparazione delle squadre c’è anche la corsa in linea alle Olimpiadi di Rio. Chi ha visto il percorso dice che sia abbastanza impegnativo pieno di saliscendi e simile ad una classica del Nord.

In campo azzurro l’ex CT Bettini fu l’ultimo azzurro a vincere l’Oro nella corsa in linea ad Atene.  Il tracciato sembra prestarsi a plurime soluzioni e il fatto che ogni squadra possa al massimo schierare 5 elementi potrebbe tenere la corsa meno bloccata  e dare più possibilità’ un po’ a tutti.

Il mondiale invece si svolgerà in Qatar ad ottobre inoltrato per evitare le calure del deserto asiatico. Le uniche insidie saranno quelle del vento su un percorso per forze di cose pianeggiante, a meno che all’ultimo momento gli emiri costruiscano qualche collina artificiale. Favoriti assoluti i velocisti con il rapportone.

Chiuderà al solito il calendario il Lombardia dove Nibali sarà chiamato a difendere la splendida vittoria del 2015 unica perla in un annata abbastanza grigia.

 

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