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La moviola e il Rugby, ringraziamo il TMO

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La tecnologia quasi per definizione ci semplifica la vita, ci aiuta in tante occasioni e ci accompagna in ogni cosa che facciamo. Quindi perché non farci aiutare e accompagnare anche nello sport? Nel Rugby questo avviene già attraverso il TMO.

Il Television Match Officer non è nient’altro che la riproposizione delle immagini, semplicemente il replay che vediamo comodamente da casa. Negli stadi più avanzati possiamo vedere il replay comodamente dagli spalti, quindi perché se noi possiamo rivedere un’azione poco chiara anche in tempo reale, l’arbitro (che la vede anche) non può farsi aiutare dalla riproposizione e quindi essere più sicuro nel prendere la decisione?

I rugbysti non hanno trovate valide obiezioni a tutto ciò visto che il TMO si usa, aiuta arbitri, giocatori, tifosi e tutti sono evidentemente soddisfatti. Bisogna specificare però che è uno strumento ad uso solo degli arbitri. Ovvero è colui che arbitra il match che decide su iniziativa personale o su suggerimento di uno dei giudici di linea di (ri)guardare un’azione poco chiara. A quel punto si mette in contatto con un ulteriore arbitro che sta dietro uno schermo con radiolina in mano e lo aiuta. Chiaramente la riproposizione avviene anche sul maxi schermo dello stadio se c’è, quindi se la situazione è palese non c’è nemmeno troppo bisogno di chiedere al “quarto uomo”.

Abbiamo specificato che giocatori o allenatori non possono fare pressioni sulla richiesta dello strumento che può essere utilizzato tutte le volte che il giudice di gara lo ritiene necessario e non è una bestemmia in questo sport tornare indietro e ricredersi su una propria scelta. Si può tornare indietro di massimo due fasi che è un tempo bello ampio e rivedere più volte le stesse immagini anche da angolazioni diverse e non si lamenta nessuno per la perdita di tempo perché comunque il tempo in questo sport viene spesso e volentieri stoppato per situazioni di non gioco come questa.

Si potrebbe anche usare il rallenty ma gli arbitri più esperti solitamente evitano (nel caso di scontri di gioco) di mandare l’immagine un frame per volta come fanno i moviolisti nei salotti televisivi, ma capiscono che l’immagine a velocità reale è quella su cui prendere la decisione.

Ovviamente ci sono anche casi in cui il TMO non porta a nessuna decisione – abbiamo detto prima che l’arbitro chiede all’altro arbitro dietro lo schermo proprio perché gli pone una domanda dalla quale vuole una risposta – ma in questo caso dipende dal tipo di domanda che l’arbitro in campo chiede all’arbitro fuori. E’ ben diversa la richiesta di TMO che recita “E’ meta o no?” oppure “C’è un motivo valido per cui io non debba assegnare la metà?”. Nel primo caso si è abbastanza incerti, nel secondo viene semplicemente chiesto se è sfuggito qualche dettaglio magari nelle due fasi precedenti di gioco che facciano riprendere il gioco da un momento precedente la meta.

E’ un giochino quasi divertente, ormai entrato nel modo di giocare e di vivere il rugby. Chiarisce parecchie situazioni complicate, ma soprattutto stana i furbetti quelli che si comportano male giocando davvero in modo antisportivo, poi aiuta anche nelle fasi normali di gioco. Il giudizio sulla moviola, che è già presente, nel Rugby è più che positivo.

 

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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Messina dove sto concludendo i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata a tanti altri sport. Oltre a scrivere (ora dirigere) presso LoSportOnline ho anche collaborato alla nascita di Blog34, piazza virtuale studentesca, di cui vado molto fiero.

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