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Moviola nel Ciclismo, si o no?

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Nel mondo dello sport prende sempre più il corpo l’utilizzo delle telecamere per giudicare il comportamento degli atleti e/o la validità di ciò che è accaduto, comunemente chiamato “moviola”. Chiaramente nel ciclismo bisogna innanzitutto dire che è totalmente differente rispetto agli altri sport, sia per il bisogno (non è come nel calcio o tennis dove verifichi se è gol o meno piuttosto che se la palla è entrata o meno) sia per l’enorme spazio che una singola tappa presenta (non come in motori che è racchiuso in un circuito).

 

Perciò è difficile parlare di moviola in questo sport, perché alla fine decidono i giudici in base a quello che vedono, o meglio quello che possono vedere. Poniamo due esempi eclatanti dell’anno 2015: il cambio di ruota di Porte al Giro da parte di Clarke e il traino dell’ammiraglia di Nibali alla Vuelta. Chiaramente la decisione dei giudici in entrambi i casi è stata corretta perché vedendo le telecamere, non hanno rispettato il regolamento e sono stati puniti come da regolamento. Fin qui nulla da dire, ma lo stesso Nibali alza la voce: “lo fanno tutti!”. In parole semplici: chi è nelle retrovie ma non pizzicato dalle telecamere può approfittarne per qualche “trucco”, a meno che non ci sia una ammiraglia della direzione a vedere tutto. Mentre Nibali e Porte erano considerati corridori importanti e dunque, date le loro difficoltà del momento, maggiormente visti dalle telecamere che hanno fatto il loro lavoro. Ma gli altri? Coloro che si staccano subito che stanno nei svariati gruppettini? Loro sono corridori al pari di Nibali e Porte e meritano lo stesso trattamento anche se sconosciuti gregari che possono approfittarne di mancanza di visibilità per eludere il regolamento.

 

Chiaramente non si troverà mai una soluzione perfetta, soprattutto nelle corse World Tour dove ci sono quasi 200 corridori, è difficile avere 200 telecamere ovunque nel raggio di 180/200km circa. Ci sono numerose moto (che talvolta per il loro servizio creano problemi ai corridori, citofonare casa Peter Sagan o Greg Van Avermaet, ma questo è un altro discorso) e anche elicotteri che riprendono dall’alto, ma chiaramente cercano di riprendere la parte calda della corsa, ossia la testa della corsa, il gruppo Leader ed eventuali corridori favoriti che si sono staccati. Aggiungere molte altre telecamere costa un dispendio economico non di poco conto e sapendo dell’inutilità per il pubblico che guarda la TV.

 

In conclusione, quindi, la moviola può tornare utile affinchè tutti rispettino le regole e per prendere le dovute decisioni. Ma deve essere estesa a tutti e non solo ai pochi corridori che hanno la “sfortuna” di essere dei “big”, e quindi maggiormente sorvegliati dalle telecamere per esigenze televisive. Altrimenti si creano dei precedenti veramente pericolosi e quelli pizzicati hanno ragione a dire: “lo fa anche lui!”. Chiaramente questo sport è uno dei più difficili da “accontentare” in termini di tecnologia a differenza di Calcio, Tennis, Basket, Motori e via dicendo per lo spazio di competizione e il tanto movimento. Ma un punto di incontro si può trovare, in fondo la legge è uguale per tutti….

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