Il Post-It: la Coppa Davis monogiocatore

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La stagione degli appuntamenti importanti di tennis si conclude solitamente con l’assegnazione dell’insalatiera. Quest’anno è toccato alla Gran Bretagna che dopo 79 anni ha riconquistato la Coppa Davis, trofeo del torneo tennistico per squadre/nazioni più importante al mondo.

Il Belgio le ha provate tutte con Goffin, Darcis e Bemelmans, giocava in casa e ha cercato di mettere in difficoltà i rappresentanti d’oltremanica sfidandoli sulla terra rossa, ma Murray e company hanno avuto forse vita anche troppo facile, superando i belgi per tre punti a uno.

Arriviamo dunque all’appunto, alla riflessione giunta al termine di questa edizione della Davis. Non è neanche la prima volta che si nota una dipendenza di una nazione all’interno di questa competizione, ma quando chi vince lo fa grazie ad un solo giocatore ci si pone alcune domande.

E’ così che è andata quest’anno con Andy Murray che ha trascinato alla vittoria un movimento che escluso lui ormai da tempo non ha altri rappresentanti degni di nota, l’ultimo è stato Tim Henman. Lo scozzese, che siamo sicuri per un paio di mesi almeno sarà eroe dell’isola e quindi tornerà britannico, ha vinto i suoi due singolari e il doppio col fratello: di fatto i tre punti della finale sono venuti da lui e così è stato anche nei turni precedenti.

Una Gran Bretagna Murray-dipendente in questa edizione, ma non è il primo caso dove un giocatore tutto solo possa fare il bello e il cattivo tempo in Davis. Situazione molto simile quella della Svizzera, prima che Wawrinka diventasse Stan The Man, i rossocrociati non avranno vinto la Coppa con il solo Federer, ma l’ex n.1 del mondo ha mantenuto la propria nazione nel World Group per tantissimi anni forse immeritatamente guardando il movimento svizzero inesistente.

Un altro esempio abbastanza recente è quello dell’Argentina, non quella formata da Nalbandian e Del Potro che perse nel 2011 in maniera sconvolgente a Mar del Plata contro gli spagnoli, ma quella dell’edizione 2013, quando il buon David si era già ritirato e Juan Martin riuscì a spingere i suoi fino alla semifinale, praticamente da solo.

Ci sono molti altri casi di squadre/nazioni dipendenti da un solo giocatore in Coppa Davis e quindi oggi ci/vi chiediamo alla luce della finale appena conclusa: è Murray che ha vinto la Coppa o la Gran Bretagna come movimento che ha trionfato in Davis?

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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Roma, ma sono nato in provincia di Messina dove ho concluso i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata al ciclismo grazie al mio concittadino Vincenzo Nibali e ad altri sport. Le Olimpiadi per me sono un'orgia sportiva. Oltre a scrivere e dirigere LoSportOnline ho anche partecipato alla fondazione di Blog34 (piazza virtuale studentesca di Messina, di cui vado molto fiero) e collaborato con OkCalciomercato, curando la rubrica "The Italian Job".

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