Promossi, bocciati e rimandati – GP Messico

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Messico e nuvole, ma non solo la canzone di Giuliano Palma! Concluso il Gran Premio del Messico, infatti, rimangono solo le nuvole: sulla condotta di Verstappen, sulle decisioni della direzione gara e sui team radio di Vettel… Cerchiamo però noi, con le nostre pagelle, di far uscire il sole (sì a quest’ora, che in Messico è ancora buio!)

HAMILTON: 9. 51 vittorie, come Prost. Graziato nonostante il taglio alla chicane, porta a casa un altro GP praticamente perfetto: basterà per la rimonta al titolo?

ROSBERG: 8. Si accontenta, ancora una volta. Non rischia (sportellata di Verstappen a parte) e risica un secondo posto che gli permette di conservare la leadership. Matematico.

RICCIARDO: 8. Non Verstappen, neppure Vettel: è ancora lui che guadagna la terza posizione! Non sale sul podio, non brinda dalla scarpa, non viene penalizzato: nonostante la foratura iniziale, tanto ci basta per il suo grande sorriso!

BOTTAS: 7. Stabilisce, con 372.5 km/h il nuovo record di velocità in gara: che piede, con una Williams poi!

HULKENBERG: 7. Firma con la Renault, ma professionalmente mette ancora cuore e velocità con la Force India: vince il confronto con Perez e perde solo alla fine con Raikkonen. Bravo!

RAIKKONEN: 7. Il pit stop della discordia: deciso dalla squadra per favorire Vettel o necessario per mancanza di aderenza delle gomme precedenti? Nonostante tutto, un’altra gara consistente del finlandese.

VETTEL: 6. Subisce l’atteggiamento scorretto di Verstappen e la punizione eccessiva per l’azione con Ricciardo, ma i toni dei suoi team radio sono troppo forti: dà dell’ “idiota” a Alonso, eppure è il suo “vaffa” a Charlie Whiting a non essere troppo intelligente!

Verstappen contro Vettel: “È un idiota e ridicolo”

VERSTAPPEN: 5. “Rischia di rovinare la sua carriera” a detta di Niki Lauda, per ora ha rovinato solo il podio di Vettel: perché, diciamolo, se avesse restituito subito la posizione non ci sarebbe stato nessun caso Vettel-Ricciardo. Tanto talentuoso quanto pericoloso!

ALONSO: 5. Austin ci aveva illuso, invece dopo solo un GP la McLaren cade nuovamente giù, fuori dalla zona punti. E anche lo spagnolo fa una caduta, di stile, quando dice “Tu pensa a fare il tuo lavoro, io bado al mio” a chi lo spronava a spingere: “Lo sto facendo fin dal primo giro, con una macchina che nemmeno dovrebbe stare in pista.” Arrogante.

DIREZIONE GARA: 0. Episodi simili ma con giudizi diversi (come la manovra di Hamilton prima e di Verstappen poi) già basterebbero ad animare le critiche, ma che senso ha penalizzare sia Verstappen che Vettel, se l’azione con Ricciardo non ci sarebbe stata se l’olandese fosse stato corretto? Svegliahiahiahi!

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Giusy Petrucci

Giusy Petrucci

Laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità alla IULM di Milano, ho due grandi passioni: la musica e il motorsport. Però sono stonata, allora lascio cantare i motori.

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