Wta Finals: Cibulkova regina di un torneo fantastico

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Wow. Questa è una delle poche parole che si possono utilizzare per descrivere l’edizione della WTA Finals che si è appena conclusa: la kermesse di fine anno ha incoronato questa volta Dominika Cibulkova, testa di serie numero 7, 159 centimetri di energia e tanta buona volontà che le hanno permesso di trionfare a Singapore.

E dire che la Cibulkova ha rischiato anche di non prendere parte a questo torneo: la slovacca si era presentata qualche settimana fa al torneo di Linz, sapendo che la vittoria del torneo era l’unico risultato utile per la qualificazione al Master. Domi ha giocato benissimo e si è regalata il pass per le finals: già vincere un match sarebbe stato tanto per lei.

Ma la Cibulkova mette subito le cose in chiaro: lei non è qui per far presenza. Il match del Round Robin con la Kerber è un mix di potenza e angoli, e le due si danno battaglia sino al terzo set dove è la numero 1 sel mondo a spuntarla. La slovacca giocherà poi un match “così così” con la Keys, chiamandosi praticamente fuori dalla corsa alle semi. La vittoria della Kerber in due set sulla Halep le regala una piccolissima chance, e Domi la prende al volo: gran partita con la Halep e poi tifo a non finire per la Kerber: la tedesca batte la Keys in due set e garantisce alla Cibulkova il pass per le semi.

Il match di Dominika è puro spettacolo: dominata dalla Kuznetsova nel primo, reagisce nel secondo e rimonta nel terzo, garantendosi un posto in finale. E ancora, ecco la Kerber: la numero 1 del mondo è più fresca della Cibulkova, dopo aver annientato la Radwanska nell’altra semifinale, lasciandole solo 3 games; era la chiara favorita. Ma si sa, il tennis è bello proprio perché imprevedibile: la slovacca si sbarazza della numero 1 e alza l’ottavo trofeo in carriera, di gran lunga il più importante.

Ma come detto in precedenza, questa passerà alla storia come una delle edizioni più belle e competitive della storia dei WTA Championships: tutte hanno avuto la possibilità di passare alle semi, e tutte hanno dato prova di meritare di essere tra le migliori otto e nessuno ha fatto la fine della classica “giocatrice cuscinetto”. Se da un lato, infatti, Kerber e Radwanska fossero tra le più quotate per arrivare in semifinale, alzi la mano chi si aspettava Cibulkova e Kuznetsova tra le best four.
Anche le quattro eliminate hanno dato prova di essere ottime giocatrici: la Halep ha lottato fino all’ultimo nonostante problemi fisici e la Keys ha fatto capire di poter disputare match ad un livello eccezionale; dall’altra parte Muguruza e Pliskova si sono comportate bene, e il loro match è stato uno dei più belli di tutto il torneo.

Tante cose in comune tra questa edizione delle Finals e quella disputatasi l’anno scorso: l’assenza di Serena (che si è sentita, si, ma fino ad un certo punto), un livello abbastanza omogeneo e la vincitrice con un saldo negativo nei round robin (anche la Radwanska nel 2015 aveva vinto il torneo perdendo due partite su tre nella fase a gironi).
Inoltre, la Kerber sembra l’esatta copia della Halep nel 2014: ha battuto la vincitrice del torneo nella fase a gironi, ha avuto il potere di eliminarla nell’ultima giornata (alla Kerber bastava perdere un set), non lo ha fatto e ne ha pagato le “conseguenze” in finale.

La stagione 2016 non finisce però qui: mancano ancora qualche ITF, la finale di Fed Cup e, cosa più importante, il master B di Zuhai: c’è ancora tanto tennis da vivere in questo 2016, uno degli anni più strani e divertenti nella storia della WTA.

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Daniele Spadi

Sono nato e vivo a Tradate, vicino Milano, e faccio attualmente il secondo anno di liceo Linguistico; seguo la Formula uno dal lontano 2006 e sono un grande appassionato di tennis, ma mi piacciono un po' tutti gli sport.

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