Tour De France 2017 – presentazione percorso: salite fin da subito e poca cronometro

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Terminata di fatto la stagione 2016, è già ora di pensare alla stagione 2017: infatti è stato presentato oggi il percorso del Tour De France 2017, l’evento più importante nel panorama internazionale.

Come già si sa da tempo, si parte dalla Germania con una breve cronometro individuale a Dusseldorf di 13km, sicuramente ci saranno distacchi ma non abissali essendo la prima tappa. e piuttosto breve. Come da tradizione francese, le prime tappe sono relativamente facili, con sconfinamento anche in Belgio e Lussemburgo dove a farla da padrone sono le ruote veloci, ma sicuramente le cadute saranno all’ordine del giorno purtroppo, perciò bisogna prestare attenzione. Il primo arrivo in salita, però, arriva piuttosto presto rispetto al solito: l’arrivo a Le Planche De Belles Filles è posto già alla 5 tappa, dove si passa sui Vosgi. Tale arrivo, breve ma selettivo come dimostra il passato, lo ricordiamo molto volentieri dato che nell’ultimo passaggio, nel 2014, vinse Vincenzo Nibali che prese la Jaune e non la perse più.

Dopo due giorni di relativa tranquillità con una classifica che avrà una sua fisionomia, ecco che arriva, un pò a sorpresa, il Massiccio dello Jura, già protagonisti lo scorso anno, con due tappe molto importanti: l’arrivo a Station Des Rousses non è in salita ma a 11km dall’arrivo termina il duro Montee De La Combe (11,7km al 6,4%) in una tappa difficile. Ma la tappa regina è quella successiva con un dislivello importante, con arrivo a Chambery ma con tre montagne impegnative da scalare: Col De la Biche, Grand Colombier e soprattutto il Mont Du Chat con pendenze severe e spesso in doppia cifra, che termina a 25km dall’arrivo

La seconda settimana invece prevede un breve, rispetto alle abitudini, passaggio sui Pirenei, quest’anno un pò bistrattati. La tappa interessante comunque c’è, con arrivo a Peyragudes in una tappa dura con il Port De Bales che potrebbe essere trampolino di lancio per i coraggiosi. C’è anche la tappa di Foix, ma sembra quasi una presa in giro: brevissima, soli 100km, con l’ultimo GPM a 27km dall’arrivo, è difficile che si possa fare la differenza se non con una azione da lontano stile Formigal alla Vuelta 2016.

C’è anche un passaggio sul massiccio Centrale con tappe apparentemente non complesse ma molto rognose: l’arrivo a Le Puy En Velay è una tappa di queste anche se l’ultimo GPM è a 40km dal traguardo.

Terza e ultima settimana le attesissime Alpi: due tappe da segnalare con la matita rossa. L’arrivo a Serre Chevalier non è in salita ma al termine di una tappa durissima con tanta salita: il lungo Croix De Fer e la classica accoppiata Telegraphe e soprattutto il celebre Galibier che termina a 28km, con solo la discesa dopo il GPM. Ultima tappa di montagna invece entra in scena la novità del Tour 2017: l’arrivo in salita dell’Izoard, prima volta in assoluto nonostante i ben 34 passaggi. Si tratta di una salita storica del Tour, lunga e con pendenze non esagerate ma comunque importanti nel finale soprattutto, con il Col De Vars a fare da antipasto.

Prima di arrivare a Parigi c’è da superare la breve cronometro individuale sulle strade di Marsiglia, “solo” 23km da percorrere.

E’ un Tour dove si toccano tutte le catene montuose principali (Vosgi, Jura, Pirenei, Centrale e Alpi), ma con pochi arrivi in salita, con particolare attenzione sui Pirenei, quest’anno bistrattati, non passando sulle cime storiche come Tourmalet o Aspin, dove un pò inspiegabilmente si è piazzata una tappa molto breve seppur possa essere una variabile impazzita. E comunque la tappa del Peyragudes è molto impegnativa con un finale complicato. Probabilmente si è voluto dare più spazio al massiccio dello Jura, con due tappe veramente interessanti quest’anno, anche se non decisive essendo solo alla prima settimana. Occorre comunque essere in forma fin da subito perchè l’arrivo a Le Planche De Belles Filles è breve, ma severo: se impreparati si rischia di perdere terreno notevole. Decisive saranno sicuramente le Alpi, dando quasi per scontato il “riposo” sul Massiccio Centrale: Galibier e soprattutto Izoard saranno i giudici supremi del Tour De France 2017. Infatti a sorpresa la cronometro decisiva è di soli 23km, portando i chilometri dello sforzo individuale a 36: molto pochi rispetto alle abitudini del Tour e che potrebbe spingere qualche passista a cercare fortune altrove. Anche se il percorso generalmente non è particolarmente troppo duro anche se richiede già la massima attenzione fin da subito dato che ci sono tappe di montagna fin dall’inizio.

In particolare potrebbe essere un Tour adatto a Quintana, con Froome che avrà meno chilometri del solito da sfruttare a cronometro. Ma Nairo avrà meno arrivi in salita e quindi dovrà cercare di essere maggiormente coraggioso e attaccare da lontano. Sicuramente questo Tour farebbe gola a Contador e Nibali, ma i loro programmi sono incerti con il secondo che probabilmente andrà al Giro anche se non è da escludere una doppietta. I pochi chilometri a crono potrebbero spingere i francesi a dare qualcosa di più, con Bardet su tutti. In ogni caso, è presto per definire i partecipanti, molto dipenderà anche dal tipo di percorso che offrirà il Giro.

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Giacomo Cormio

Sono nato e vivo a Milano, sono laureato in Scienze statistiche ed Economiche, passione legata allo sport. Infatti sono appassionato di Ciclismo, Calcio, Tennis, Basket e Motori soprattutto. I miei punti di riferimento sono coloro che mi hanno fatto avvicinare molto a questi sport: Nibali, Shevchenko, Federer, Bryant e Schumacher. E mi piace usare queste passioni scrivendo articoli.

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