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Il Lombardia non ammette sorprese. Grandissimo Rosa ma alla fine trionfa Chaves.

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L’edizione numero 110 della classica monumento più massacrante e quella che più assomiglia ad un tappone dei grandi giri finisce nel palmares di Esteban Chaves.

Il colombiano trionfa a Bergamo battendo in volata uno splendido Diego Rosa e il connazionale Rigoberto Uran. E’ la prima vittoria di un corridore extra europeo nella “classica delle foglie morte”.

Dopo le sorprese nelle classiche di primavera, il pronostico per una volta è stato rispettato. Il capitano della Orica partito come favorito numero 1 alla viglia ha conquistato la sua prima classica, lui uomo da grandi corse a tappe è uscito evidentemente in buona forma dalla Vuelta e si è trovato a meraviglia su un percorso che sembrava disegnato apposta per corridori come lui

Il vincitore:

Esteban Chaves ha corso con molta intelligenza tattica e ha fatto valere la sua forza in salita facendo selezione sul Selvino. E’ riuscito a portare via un quartetto comprendente Rosa, Uran e Bardet che si è giocato la corsa Bergamo. Non è riuscito a staccare tutti nello strappo nella parte alta della città orobica e ha rischiato in volata. Deve ringraziare probabilmente la tattica astrusa dell’Astana che ha fatto lavorare Rosa il doppio di Aru con conseguenza disastrose. Non un Chaves imbattibile ma tanto è bastato per portarsi a casa la corsa.

Voto: 8

La delusione:

Fabio Aru: il capitano dell’Astana ha fatto una corsa che è stato lo specchio della sua stagione. Mezza gara buona con la sensazione di poter portare a casa qualcosa ma alla fine è rimasto con un pugno di mosche in mano, come in alcune tappe del Tour e in misura minore all’Olimpiade. In assenza di Nibali la squadra kazaka ha affidato al corridore sardo la possibilità di difendere la vittoria dello scorso anno, sacrificando oltre modo Diego Rosa, ma ancora una volta il talentino vincitore della Vuelta 2015 ha deluso. Per fortuna questo 2016 anno horribilis, per lui è finito.

Voto: 4,5

Nota di demerito anche per i due big della Movistar. Moreno ha mollato troppo presto le ruote dei migliori e Valverde, anche se parzialmente giustificato da una stagione per lui massacrante, si è visto poco nel gruppetto dei migliori e si è dovuto accontentare di un posto nei primi dieci. Buono per altri, ma non per lui. Forse la programmazione per il prossimo anno è da rivedere.

Voto: 5

 

La squadra:

La AG2R e la BMC hanno movimentato la prima parte della corsa e alla prima è solo mancato lo spunto finale di Romain Bardet per trasformare una giornata buona in una trionfale. Bakelandts Cherel e Latour sono stati protagonisti nella fase finale della corsa prima dei momenti decisivi e hanno contributo a movimentare la corsa molto presto.

Molto bene anche Damiano Caruso che dopo 50 km è partito in fuga e si è arreso solo 150 kilometri dopo. Per un attimo si è pensato che l’attacco del corridore siciliano fosse in prospettiva per appoggiare  Van Avermaet ma forse dopo Rio sarebbe stato troppo vedere il belga trionfare anche a Bergamo. Percorso troppo duro per lui, ma lo era anche in Brasile….Coraggiosa comunque la tattica della squadra belga.

Voto: 7

 

Il momento decisivo:

L’attacco di Chaves sul Selvino che ha portato via la fuga decisiva è stato il momento clou della classica sia in positivo che in negativo. Se assieme a Bardet e ad Uran si fosse agganciato subito Diego Rosa forse staremmo ora a commentare qualcosa di diverso.  Se avesse avuto il via libera dalla squadra fin dalle prime rampe l’azzurro avrebbe risparmiato energie preziose che gli sarebbero potute servire nel finale. L’inseguimento partito dopo un paio di km lo ha pagato alla fine.

 

Gli Italiani:

A parte Diego Rosa, ottima la prova di Damiano Caruso in avanscoperta fin da subito e raggiunto a 50 km dall’arrivo. Il corridore della BMC è stato sicuramente tra i migliori e merita un voto alto (8)

Ottima prova anche per Davide Vilella sempre tra i protagonisti della corsa e giunto al quinto posto (7.5) e per Alessandro De Marchi nono al traguardo (7) . Insufficienza piena come detto sopra per Fabio Aru (4.5)

Il migliore:

Nonostante la sconfitta Diego Rosa  è stato il migliore per distacco. Ha lavorato come un dannato prima del Selvino per aiutare Aru e prevenire eventuali attacchi. Ha poi recuperato da solo il disavanzo in cima con un azione incredibile. Ha poi attaccato a Bergamo Alta venendo ripreso e poi staccato dal duo colombiano. Dopo essere rientrato sui due in discesa ha commesso l’unico errore di giornata partendo un po’ lungo iun volata altrimenti la sua prestazione sarebbe stata da dieci e lode.

Voto: 9

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