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Le regole a che servono se non vengono applicate?

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Come in ogni sport, ma anche nella vita lavorativa, sociale, familiare e via dicendo, ci sono delle regole condivise e da rispettare affinchè ci siano limiti di libertà e di incorrettezza da parte dei soggetti partecipanti nel contesto in cui si opera. Lo stesso vale anche per il ciclismo, anch’essa ha delle regole da rispettare. Vietato ad esempio farsi trainare, vietato far cadere il corridore avversario volontariamente, vietato assumere sostanze dopanti, vietato rifornirsi negli ultimi 10 chilometri….ma anche vietato andare fuori tempo massimo, indice stabilito in base al tempo del vincitore di tappa, al livello di difficoltà della tappa e alla media tenuta di questa tappa: se arrivi dopo tale tempo dal vincitore, sei espulso dalla corsa. Questo per evitare che i corridori non interessati in tale tappa e non dentro i giochi della classifica generale, vadano ad andature turistiche e di risparmio per presentarsi magari più freschi nelle tappe successive facendo sfogare chi invece si danna l’anima per la tappa stessa.

Ma tale regola alla Vuelta non è stata applicata. In particolare nella 15esima tappa, vinta dal nostro Gianluca Brambilla ma con Alberto Contador e Nairo Quintana autori di un epico attacco da lontano riuscito. E in tale tappa, corsa ad andatura forsennata dati i due contendenti per la Roja in fuga, teoricamente solo in 71 sono arrivati entro il limite, mentre 93 sono andati fuori tempo massimo. Ma la giuria ha deciso di chiudere un occhio e ripescare questi corridori, per evitare una situazione paradossale della corsa. Ma le regole allora che stanno lì a fare, se vengono applicate come si vogliono?

Chiaramente l’opinione pubblica si divide in due parti: c’è chi approva la deroga, evitando una triste situazione di soli 71 corridori in corsa (per giunta senza squadre intere, oppure con il Team Sky che sarebbe rimasto con il solo Chris Froome), c’è chi invece non la approva semplicemente perchè le regole devono essere rispettate, qualsiasi cosa sia successa. Anche perchè i 93 corridori attardati sono andati ad andatura turistica senza cadute o meteo avverso, mancando di rispetto a chi invece ha lottato per entrare nel limite. Lampanti le dichiarazioni di Contador, che ha paragonato i suoi watt con quelli di Hernandez, suo gregario e tra i 93 incriminati, confermando come il Pistolero abbia fatto il doppio dello sforzo. In rivolta anche l’Astana, che non dimentica il trattamento ricevuto dopo il famoso traino di Vincenzo Nibali proprio sulle stesse strade un anno fa: “le regole devono essere applicate anche quì”. Non a caso infatti, i primi 13 della tappa successiva sono compresi nei famosi 93 e in teoria non avrebbero dovuto competere.

Possiamo capire che correre con 71 corridori, tra cui il secondo classificato Froome totalmente da solo, può essere una situazione paradossale e che la decisione sia presa nell’interesse del ciclismo, ma si sta creando un pericolosissimo precedente e soprattutto a cosa servono le regole se poi vengono applicate a caso? A questo punto, ognuno può fare quello che vuole e interpretare il regolamento a piacere, tanto non si sa quale prendere alla lettera e quale no. Così come in futuro quelli che arriveranno fuori tempo massimo diranno: “perchè non siamo ripescati come in quella tappa della Vuelta, che differenza ci sarebbe?”. E avrebbero ragione a protestare! Come la storia del traino di Vincenzo Nibali, venuto in mente ai tifosi italiani: se tanto si fanno trainare quasi tutti in fondo, perchè vengono squalificati solo in alcuni contesti?

Ormai la frittata è fatta, la decisione impopolare è stata questa e la Vuelta sta andando avanti anche con chi dovrebbe essere già a casa. E siamo sicuri che le polemiche non finiranno perchè queste cose ricapiteranno in futuro e vorrei proprio vedere la decisione che prenderanno in tal caso. Non è più comodo e di un’unica interpretazione seguire alla lettera il regolamento e applicarlo? No, si preferisce aggirarlo e creare una figuraccia. E non siamo stupiti, dato che l’organizzazione della Vuelta è la stessa del Tour, dove quest’anno ne hanno combinati di tutti i colori….

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Giacomo Cormio

Sono nato e vivo a Milano, sono laureato in Scienze statistiche ed Economiche, passione legata allo sport. Infatti sono appassionato di Ciclismo, Calcio, Tennis, Basket e Motori soprattutto. I miei punti di riferimento sono coloro che mi hanno fatto avvicinare molto a questi sport: Nibali, Shevchenko, Federer, Bryant e Schumacher. E mi piace usare queste passioni scrivendo articoli.

2 pensieri riguardo “Le regole a che servono se non vengono applicate?

  • 8 settembre 2016 in 9:58
    Permalink

    Buongiorno
    pur essendo concorde sul fatto che le regole vanno rispettate mi permetto di dissentire sul voler paragonare questo fatto con il traino di Nibali.
    Dopo una caduta (fatti dello scorso anno con Nibali ed ammiraglia Astana protagonisti) la giuria chiude un occhio su un rientro aiutato, una scia più o meno prolungata e simili, mentre il buon Vincenzo ,mal consigliato dal ds , mentre era in testa ad un gruppetto di corridori al rientro si è attaccato ad una borraccia che spuntava dal mezzo del suo team ed è stato riportato nei pressi del gruppo in maniera palesemente antisportiva (infatti non si è lamentato più di tanto…).
    Domenica , tappa breve , 14 fuggitivi tra i quali la maglia di leader, 40km/h di media con 3 gpm mi sembra che sia un caso abbastanza raro e penso che la giuria sia stata elastica con saggezza.Ovvio i corridori dietro si sono un pò approfittati del fatto che erano 93 , erano quasi certi di farla franca .Come è altrettanto certo che se fossero satti 20/30 al massimo sarebbero stati rispediti a casa…

    Risposta
    • 8 settembre 2016 in 14:52
      Permalink

      Buongiorno a te.

      Il paragone con il caso Nibali alla Vuelta 2015 voleva solo testimoniare che le regole sono uguali per tutti. Sono d’accordo con te sul fatto che Vincenzo abbia agito in maniera antisportiva, ma è altrettanto vero che questa scorciatoia la usano parecchi corridori, seppur poco importanti in chiave classifica generale, che non vengono pizzicati dalle telecamere. Hanno squalificato Nibali perchè pizzicato dalla telecamera in virtù del fatto che si trattava di un corridore importante.

      La stessa cosa nel caso di Domenica, siccome si tratta di un numero corposo di corridori allora si chiude un occhio, mentre se un domani uno o pochi più corridori mi arrivano fuori tempo massimo, vengono squalificati, giustamente, ma avrebbero ragione a dire che in quella 15esima tappa della Vuelta sono stati ripescati. Per questo ritengo che sia una mancanza di rispetto e si sta creando un pericoloso precedente.

      In conclusione, squalificati tutti coloro che vengono trainati, ma squalificati tutti coloro che vanno fuori tempo massimo, non mi interessa del fatto che siano 2 o 93, le regole parlano chiaro. Anche perchè nei 71 “regolari” c’è chi ha lottato per non uscire fuori dal tempo massimo, mancanza di rispetto verso di loro….chiaramente paradossale vedere una corsa di 71 concorrenti, ma se le regole spingono a ciò, bisogna farlo. Vietato farla franca, come dici tu.

      Spero di essere stato chiaro