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Da Rio, rammarico e malinconia nel giorno della chiusura, a Tokyo

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Come accade sempre è stata una giornata diversa quella che chiude un’Olimpiade rispetto a tutte le altre precedenti. Non ha fatto eccezione l’ultima dei giochi sudamericani e anche per l’Italia è stata una giornata sentita di cui ci portiamo dietro tanto rammarico.

Le speranze di medaglie c’erano a partire dalla prova a squadre di ginnastica ritmica dove le farfalle azzurre sono rimaste fuori dal podio, solo quarto posto. Poteva essere una buonissima giornata per Marco Aurelio Fontana nella Mountain Bike, dopo il primo dei sette giri l’azzurro era in testa con Schurter, lo svizzero che ha vinto l’oro, e Peter Sagan il campione del mondo su strada che si è cimentato nella prova in montagna, la sfortuna ha voluto che i due incappassero in problemi tecnici dovendo abbandonare anzitempo la testa della corsa.

Infine le medaglie sicure, quelle che sapevamo sarebbero arrivate ma che non sono state d’oro. Frank Chamizo, il campione del mondo della lotta libera nella sua categoria, dopo due turni vinti in rimonta sembrava fosse riuscito a trovare la quadratura in semifinale, complice una chiamata dubbia dei giudici s’è dovuto giocare la finale per il bronzo che ha vinto. Il match invece che tutti gli italiani seguivano è stato quello che assegnava l’oro nella pallavolo maschile. Italia contro Brasile al Maracanazinho, una ripetizione del match giocato nel girone e vinto 3-1 dai ragazzi di Blengini, in finale la storia è andata diversamente, tra il pubblico schierato, i nostri all’inizio un po’ emozionati e qualche challenge rigettato, il risultato è stato 3-0 per i padroni di casa che però non dice nulla su quanto i nostri abbiano provato a lottare sino alla fine.

La giornata s’è chiusa con la cerimonia di chiusura che ha visto gli atleti sfilare tutti insieme e non più per nazioni sotto la pioggia che aveva fatto temere sulla buona riuscita della cerimonia. Dopo il passaggio di consegne col primo ministro giapponese che compare in mezzo allo stadio in versione super Mario e già dal promo, già da questa mini-presentazione, abbiamo grandissime aspettative per quella che sarà l’Olimpiade giapponese di Tokyo tra quattro anni.

Nella serata di Rio de Janeiro una pioggia artificiale, unita alla pioggia vera, spegne lentamente il braciere olimpico, gli specchi che hanno girato ininterrottamente per 16 giorni si bloccano: i Giochi sono definitivamente conclusi. Grazie Rio!

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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Messina dove ho concluso i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata a tanti altri sport. Oltre a scrivere (ora dirigere) presso LoSportOnline ho anche collaborato alla nascita di Blog34, piazza virtuale studentesca, di cui vado molto fiero.

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