Vuelta 2016 – Senza gli azzurri sarà una gara a tre

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Sabato 20 agosto prenderà il via da Ourense in Galizia l’edizione numero 71 della Vuelta a Espana e si concluderà come di consuetudine dopo tre settimane di dura lotta a Madrid.

Il percorso come da tradizione è molto esigente e probabilmente il più duro dei tre grandi Giri. Gli arrivi in salita sono ben 10. Un esagerazione, anche se non tutti con pendenze impossibili. Non ci saranno tapponi impossibili ma tante frazioni nervose con medio chilometraggio. La tappa più lunga sarà quella con partenza a Bilbao e arrivo a Dantxarinea dopo 213 chilometri. Si comincerà con una cronometro a squadre (unico grande Giro quest’anno a riproporla) di 28 chilometri, mentre l’unica cronometro individuale di 37 km di correrà venerdi’ 9 settembre da Xabia a Calp . QUI in dettaglio il percorso scelto dagli organizzatori.

Per una scelta non del tutto chiara, non si capisce se da parte dell’Astana o di Fabio Aru, il campione uscente non difenderà la maglia rossa conquistata lo scorso anno dopo una bellissima battaglia finale contro Tom Dumoulin. A sostituire con i gradi di capitano il talentino sardo ci sarà in casa kazaka Miguel Angel Lopez. Il giovane talento colombiano e recente vincitore del Giro della Svizzera sarà l’uomo di punta della classifica ma è ancora tutto da testare sulle lunghe corse a tappe di tre settimane.

Nonostante l’assenza del campione uscente, i protagonisti al via saranno di tutto e assoluto rispetto. Notizia dell’ultima ora è l’assenza di Mikel Landa, altro grande protagonista nel 2015, in casa Sky.

I tutti neri comunque avranno come capitano un certo Chris Froome che dopo il trionfo al Tour de France e reduce dal bronzo conquistato a Rio nella prova a cronometro delle Olimpiadi cercherà di migliorare i secondi posti ottenuti a Madrid nel 2011 e nel 2014

Il Team-Sky presenterà una formazione completamente stravolta rispetto al Tour de France e le assenze di Thomas, Henao e Pouls oltre a quelle di Landa potrebbero essere molto importanti per l’economia della corsa e per la tattica di gara che in genere utilizza lo squadrone capitanato dal tre volte vincitore del Tour. Sarà molto difficile tenere chiusa la corsa in salita ed è per questo che Froome, indipendentemente dallo stato di forma in cui sarà al via,  dovrà dividere i favori del pronostico con altri due fuoriclasse delle corse a tappe come Nairo Quintana e Alberto Contador

Il colombiano, capitano della Movistar, mai sul podio a Madrid, deve cercare di salvare una stagione fino a qui quasi disastrosa con la delusione francese e la mancata partecipazione olimpica. Avrà al suo fianco l’immancabile e infaticabile Valverde già sei volte sul podio e vincitore nel 2009 che oltre ad aiutare il suo capitano cercherà di rimanere nei 10 anche alla Vuelta come al Tour e al Giro. E’ difficile capire dove andrà a racimolare le energie il 36enne Alejandro, che oltre ai tre giri quest’anno ha percorso anche parecchie classiche oltre alla prova in linea delle Olimpiadi.

Le innumerevoli salite proposte dagli organizzatori dovrebbero favorire il colombiano a patto che sia completamente diverso da quello visto in Francia.

Anche il fatto che i chilometri contro il tempo siano pochi e alla terz’ultima tappa potrebbe avvantaggiare il capitano Movistar.

Il terzo favorito della corsa è Alberto Contador già vincitore 3 volte e sempre negli anni pari (2008, 2012 e 2014).

Lo sfortunato pistolero, in credito con la fortuna dopo lo sfortunato Tour de France dove fu costretto al ritiro prima che la corsa si accendesse ha preparato a puntino la corsa di casa e mentre si svolgevano le Olimpiadi ha vinto la Vuelta a Burgos, breve corsa a tappe dimostrando di essersi ripreso dall’infortunio e pronto a dare battaglia sulle strade di casa.

Il favorito numero uno potrebbe essere lui specialmente se riuscirà ad attaccare presto e rendere la corsa dura fin dalle prime tappe. Tappe con gli arrivi al Mirador de Ezaroalla Valle de Sabero e all’Alto de Naranco nei primi 10 giorni potrebbero già essere ideali per guadagnare terreno su Chris Froome che verosimilmente prima di muoversi attenderà i Laghi di Covadonga, salita molto più adatta a lui e prevista alla decima tappa prima della giornata di riposo.

Lagos de Covadonga che assieme alla tappa pirenaica che verrà corsa interamente in Francia con arrivo in cima all’Aubisqe, dopo aver scalato Marie Blanque , Inarphu e Col du Soudet, rappresenteranno i punti decisivi della corsa.

E se tutto questo non fosse sufficiente, a dirimere la questione ci penserà l’Alto de Aitana alla penultima tappa.

Gli outsiders che potranno eventualmente approfittare delle debacle dei favoriti si contano sulle dita di una mano.

Tra questi sicuramente da segnalare il capitano della Orica,  ChavesSteven Kruijswiik che cercherà di rifarsi dopo lo sfortunato epilogo del Giro d’Italia e il campioncino dell’Astana Miguel Angel Lopez.

Per i colori azzurri le speranze sono legate a vittorie di tappa, non avendo uomini da podio, magari in qualche spunto di Bennati, Felline e Bonifazio data l’assenza dei più grandi velocisti al mondo, ormai proiettati al mondiale in Qatar e poco vogliosi di sciropparsi tutti quei chilometri con il naso all’insù.

L’unico che forse potrebbe rimanere nei piani medio-altri della classifica potrebbe essere Gianluca Brambilla. Il corridore della Etixx dopo l’ottimo giro d’Italia potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa ma per la vittoria n. 7 dell’Italia bisognerà attendere almeno l’edizione 2017.

Riepilogando:

  • Contador 40%
  • Froome 30%
  • Quintana 25%
  • Possibile sorpresa 5%

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