Storica doppietta Ducati: Iannone su Dovizioso e Lorenzo. Quarto Rossi

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Finalmente, dopo un digiuno letteralmente eterno, dalle parti di Borgo Panigale si festeggerà fino a tarda notte. Che si festeggi a Spielberg è abbastanza scontato, ma alla luce del risultato atteso (ve lo avevamo anticipato qui) ma altrettanto storico che ci ha restituito la gara del Red Bull Ring, un grande plauso va di sicuro anche alle tantissime persone che hanno, lavorando dietro le quinte e lontano dai riflettori, reso possibile un risultato straordinario per la Ducati.

L’uomo del giorno, o meglio del week end, non può che essere Andrea Iannone che con pole, giro veloce e vittoria ha trionfato sulla pista austriaca con buona pace di tutte le giapponesi che non hanno mai realmente insediato la Desmosedici. Solamente una mappatura elettronica votata al risparmio, per salvaguardare benzina ma soprattutto gomme, ha permesso a Rossi e a Lorenzo di stare con le due rosse di Borgo Panigale. Finita la farsa, le Ducati hanno salutato la compagnia e hanno siglato una doppietta che rimarrà nella storia di questo sport.

L’azzardo di montare la gomma più soffice ha significato affrontare per forza di cose una strategia per Andrea Iannone, che è così riuscito a non degradare eccessivamente gli pneumatici. Una strategia che si componeva di tutta una serie di accorgimenti votati alla ricerca di un risultato notevole: una prima parte di gara al risparmio, tabella con i tempi dei piloti alle proprie spalle e per finire una gomma che sulla carta non avrebbe retto per 28 giri. Una gara studiata quasi a tavolino, consapevoli –gli uomini Ducati- di averne di più degli avversari. Ma poi la gara va portata a termine e persino Dovizioso, equipaggiato con lo stesso pacchetto tecnico ma con gomma più dura, non è riuscito a tenere testa al pilota di Vasto nel momento in cui il suo desmo non è più stato “imbrigliato” dall’elettronica.

Dopo la Ducati, è arrivato Jorge Lorenzo. Nonostante abbia avuto negli scarichi per tutta la gara Rossi, il maiorchino ha tagliato il traguardo senza subire nemmeno un attacco da parte del nove volte campione del mondo, evidentemente al limite e non in grado di spremere di più la M1. Quelle delle Yamaha è stata una gara molto ben augurante all’inizio, fin quando le Ducati “hanno giocato”. Dopodichè non ce n’è stato per nessuno.

Sebbene ad oltre tre secondi, le moto della casa di Iwata sono sempre rimaste a contatto con le Ducati. Cosa che non è riuscita per nulla a Marc Marquez, che non ha per nulla avuto modo di tenere il passo dei primi quattro. La RC213V era palesemente nervosa e la scarsa accelerazione di cui è equipaggiata la Honda non ha di certo aiutato su un circuito del genere, evidenziando i limiti della moto giapponese. Poco male, visto che la quinta posizione del Cabroncito gli ha permesso di perdere solo due punti da Rossi e poco più da Lorenzo, che si trova comunque a -43 dal connazionale.  Subito dopo la Suzuki di Vinales, per buona parte della gara in lizza per la posizione di Marc.

La gara austrica ci restituisce quindi un risultato storico, ma sostanzialmente insignificante in termini di classifica visto che i distacchi sono rimasti grosso modo inalterati, a tuto guadagno di Marc Marquez che con una gara in meno a disposizione inizia a pregustare il successo mondiale, amministrando il proprio vantaggio in maniera encomiabile. La sensazione è che tra una settimana a Brno la Ducati tornerà “umana”, e quindi le chance di Rossi, Lorenzo e Marquez dovrebbero essere maggiori che a Spielberg. Ma con uno Iannone così in palla tutto può accadere.

CLASSIFICA

POS. PUNTI NUM. PILOTA NAZIONE TEAM MOTO KM/H DATA E ORA/DISTANZA
1 25 29 Andrea IANNONE ITA Ducati Team Ducati 182.4 39’46.255
2 20 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Ducati Team Ducati 182.3 +0.938
3 16 99 Jorge LORENZO SPA Movistar Yamaha MotoGP Yamaha 182.1 +3.389
4 13 46 Valentino ROSSI ITA Movistar Yamaha MotoGP Yamaha 182.1 +3.815
5 11 93 Marc MARQUEZ SPA Repsol Honda Team Honda 181.5 +11.813
6 10 25 Maverick VIÑALES SPA Team SUZUKI ECSTAR Suzuki 181.3 +14.341
7 9 26 Dani PEDROSA SPA Repsol Honda Team Honda 181.1 +17.063
8 8 45 Scott REDDING GBR OCTO Pramac Yakhnich Ducati 180.1 +29.437
9 7 38 Bradley SMITH GBR Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 180.1 +29.785
10 6 44 Pol ESPARGARO SPA Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 179.6 +37.094
11 5 9 Danilo PETRUCCI ITA OCTO Pramac Yakhnich Ducati 179.4 +39.765
12 4 51 Michele PIRRO ITA Ducati Team Ducati 179.4 +39.766
13 3 76 Loris BAZ FRA Avintia Racing Ducati 179.0 +44.284
14 2 53 Tito RABAT SPA Estrella Galicia 0,0 Marc VDS Honda 179.0 +45.004
15 1 35 Cal CRUTCHLOW GBR LCR Honda Honda 177.6 +1’03.246
16 19 Alvaro BAUTISTA SPA Aprilia Racing Team Gresini Aprilia 177.0 +1’12.448
17 68 Yonny HERNANDEZ COL Pull & Bear Aspar Team Ducati 176.8 +1’14.517
18 50 Eugene LAVERTY IRL Pull & Bear Aspar Team Ducati 175.3 +1’36.510
19 6 Stefan BRADL GER Aprilia Racing Team Gresini Aprilia 171.0 1 Giro
Non classificato
41 Aleix ESPARGARO SPA Team SUZUKI ECSTAR Suzuki 175.3 4 Giri
8 Hector BARBERA SPA Avintia Racing Ducati 0 Giro
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Jacopo Leopardi

Jacopo Leopardi

Jacopo Leopardi, riminese e studente in Ingegneria dell'Autoveicolo presso il Politecnico di Torino. Sono un grande appassionato di motori, seguo la MotoGP da anni e adoro scrivere.

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