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La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo!

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Siamo alle Olimpiadi, e come è giusto che sia cerchiamo di essere un pò patriottici almeno questa volta. Si è disputata, come una dei primi eventi da medaglia, la gara in linea di Ciclismo su strada, e quì le aspettative non erano alte, ma altissime: percorso congeniale a corridori che abbiamo tutt’ora. L’Italia, come sempre del resto, compie un capolavoro tattico interpretando alla perfezione la corsa ma fa i conti senza l’oste: la sfortuna. Nel momento in cui, almeno, la medaglia sembrava certa, ecco che inspiegabilmente (ancora non si hanno immagini e dichiarazioni sull’accaduto) vediamo Vincenzo Nibali a terra con Sergio Henao, e con ciò a terra anche le ambizioni di medaglia d’Oro, e sarebbe stata la numero 200 italiana. Miracolosamente rimane su Rafal Majka che però nulla può con il ritorno di Greg Van Avermaet, che un pò a sorpresa vince l’Oro, e Jakob Fuglsang, medaglia d’Argento, che relega il polacco ad una buona medaglia di Bronzo. Per i colori azzurri “solo” un sesto posto con Fabio Aru, e tantissimi rammarici, tutti con il morale a terra per quanto accaduto, compresi molti appassionati veri di ciclismo che hanno seguito gran parte della corsa verso un sogno. La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo!

 

Il vincitore: Greg Van Avermaet. Il percorso era tutt’altro adatto a lui, dicevano. Io non ero tanto convinto, perchè al Tour ha dimostrato di saper reggere una tappa del genere, e per di più qui stiamo parlando di una classica, pane per il belga. Certamente ci ha sorpreso, tenendo i big nelle salite di Vista Chinesa proponendosi anche all’attacco. Fiuta l’occasione e non se la lascia sfuggire azzeccando il momento di riprendere Majka. Certamente le cose potevano essere differenti se nel finale Nibali ed Henao fossero ancora in piedi, ma intanto ha vinto lui e chi vince ha sempre ragione. E l’Oro olimpico significa eternità. Chapeau Greg!

Il migliore: Vincenzo Nibali. Sarà patriottismo, ma lo sguardo seduto sul marciapiede dopo la caduta e il pianto, con le successive dichiarazioni verso la sua squadra hanno un significato enorme nel contesto di uno sport: Vincenzo, sei comunque un campione con la C maiuscola! Senza dimenticare che è lui ad animare la corsa, come sempre, si intende a meraviglia con i suoi compagni, gestisce alla perfezione il finale dove era nettamente il favorito, dialoga bene con Aru (e meno male che erano ai ferri corti!) attacca ovunque sapendo di avere poche possibilità in una volata con Henao soprattutto. E solo provandoci, che succedono queste cose, perciò merita la palma del migliore sulla strada, la fortuna lo aveva aiutato nella discesa dall’Agnello, e questa volta pare abbia ripagato con gli interessi, levandogli una medaglia olimpica, sogno di ciascun atleta. La botta è durissima da digerire, molto simile a quella di Firenze 2013 (a tal proposito, c’era Renzi di là, c’era anche oggi….due domande se le fa’?), ha lavorato tanto per questo obiettivo, e in più c’è la doppia frattura che pone fine alla sua stagione. Vincenzo, l’Italia è con te, torna più forte che mai!

La delusione: Alejandro Valverde. Favorito numero 1 della corsa, arriva a quasi 10 minuti da Van Avermaet e mai nel vivo della corsa. Forse si è spremuto troppo tra Giro e Tour, e ora questo tour de force inizia a far male. Non poteva seguire il ragionamento di Nibali? Almeno lui ha vinto il Giro ed è stato ad un passo dalla medaglia olimpica, lui niente, se non il terzo posto in Italia. Sorpreso dall’attacco di Aru-Nibali, forse la Spagna se sapeva le sue condizioni poteva gestirsi diversamente puntando maggiormente su Rodriguez, a cui facciamo gli applausi per la sua carriera. Per lui le occasioni Olimpiche sono finite….

La squadra migliore: Italia. Per distacco, la migliore in questa corsa. Davide Cassani impartisce una magistrale lezione di strategia, mettendo sull’attenti De Marchi all’inizio per eventuali fughe pericolose, per poi controllare la corsa insieme a Spagna e Gran Bretagna rimanendo davanti per circa 150km. Poi manda in avanscoperta Caruso, che costringe la Spagna a dare fondo alle sue energie ed è servito da appoggio per un formidabile attacco congiunto di Aru-Nibali, sorprendendo magistralmente la Spagna. Caruso quindi eccezionale a mantenere il vantaggio e poi Nibali a far fruttare questa eccezionale tattica, sfruttando anche un Aru in difficoltà ma bravissimo a tenere duro. Peccato per il finale, ma l’Italia ha letteralmente dominato la corsa. Solo Diego Rosa insufficiente, ma comprensibile dati gli ultimi giorni difficili per lui.

La squadra peggiore: Francia. Dico, almeno Spagna e Gran Bretagna hanno detto la loro, ma la Francia? Aveva una squadra interessante per qualsiasi tipo di situazione, ma si sono dimostrati impalpabili. E vedendo la tardiva mossa di Alaphilippe, si saranno mangiati le mani.

Il momento decisivo: la caduta di Henao-Nibali. Fossero rimasti in piedi, probabilmente sarebbero stati loro sul podio, con un finale più incerto che mai. La loro caduta ha rivisto i piani degli inseguitori, che ci hanno creduto maggiormente. Infatti Majka da solo ha retto solo fino ai -2, mentre dietro avevano una motivazione in più non solo per sfruttare l’inevitabile calo di Majka ma anche per giocarsi le due medaglie rimanenti. Purtroppo, questo episodio ha deciso la corsa, in negativo per noi.

 

Per gli appassionati italiani del ciclismo è un giorno triste, ma abbiamo sempre la conferma della grandezza di Vincenzo Nibali, e ce lo dobbiamo tenere stretto un personaggio del genere. Per quanto riguarda le Olimpiadi, chiaramente Nibali darà forfait per la cronometro di mercoledì, si sceglierà un suo sostituto, ma il morale della spedizione azzurra è tutt’altro che positivo, e tutti si stringeranno intorno a Vincenzo per dimostragli affetto e dargli coraggio per i prossimi obiettivi. Per noi quindi appuntamento a mercoledì, ma intanto le Olimpiadi vanno avanti!

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Giacomo Cormio

Sono nato e vivo a Milano, sono laureato in Scienze statistiche ed Economiche, passione legata allo sport. Infatti sono appassionato di Ciclismo, Calcio, Tennis, Basket e Motori soprattutto. I miei punti di riferimento sono coloro che mi hanno fatto avvicinare molto a questi sport: Nibali, Shevchenko, Federer, Bryant e Schumacher. E mi piace usare queste passioni scrivendo articoli.

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