#RoadToRio – Il tennis

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Il tennis e le Olimpiadi hanno da sempre avuto un rapporto un po’ debole. Già nella prima edizione dei Giochi moderni la disciplina era in programma, ma poi per molti anni non ha figurato più nella rassegna fino al 1988 quando è tornato a Seoul, in più dal 2008, con l’edizione di Pechino, il torneo olimpico ogni quattro anni fa parte del calendario professionistico, Atp o Wta.

E’ un normale torneo di tennis che si svolge in una settimana, due set su tre, tranne le finali maschili (sia singolare che doppio) al meglio dei cinque set. Altra differenza è la finale per il bronzo, solitamente in un torneo di tennis i semifinalisti sconfitti non sono chiamati a giocare un’ulteriore partita, infatti per due edizioni da Seoul a Barcellona entrambi i semifinalisti sconfitti venivano premiati col bronzo, come accade per la boxe, da Atlanta in poi si disputa la finale per il terzo e quarto posto, ma sempre al meglio dei tre set.

Abbiamo accennato ad un tabellone di singolare maschile e di conseguenza ci sarà anche il femminile, tabelloni a 64 giocatori senza bye. Poi il doppio, sempre per entrambi i sessi, con 32 coppie per genere e infine il doppio misto soltanto 16 coppie al via. Per scegliere chi parteciperà si parte dall’entry list come per qualsiasi torneo di tennis, ma poi vengono fatte delle modifiche ed eccezioni per permettere a molte più nazioni di poter presentare un proprio atleta e anche per fare in modo che non ci siano troppi giocatori di una sola nazionalità. Un massimo di quattro atleti per nazione in singolare e un massimo di due coppie in doppio, mentre la coppia scende ad una soltanto e solo 16 nazioni gareggeranno per il titolo di doppio misto.

Ogni torneo olimpico porta con sè diverse polemiche, perché non è detto che se hai la classifica parteciperai
all’Olimpiade, il tutto dipende anche dalla Federazione di provenienza che una volta venuta a conoscenza dei posti disponibili per i propri atleti può riservarsi di scegliere chi mandare e chi no anche in base alle eventuali partecipazioni alla Davis o Fed Cup o ancora decidendo di schierare una coppia in doppio o doppio misto più forte di quella ufficiale, considerando anche che non è affatto detto che le coppie più forti siano formate da
giocatori della stessa nazionalità 
o che queste giochino abitualmente il doppio.

Passando ai favoriti non c’è una nazione che è più brava di altre in questo sport, forse gli americani si sono imposti più volte, ma questo non fa di loro degli specialisti della disciplina. C’è anche da dire che parecchi anni fa una medaglia d’oro per la propria nazione non valeva minimamente quanto un torneo dello Slam, questo perché il tennis è uno sport individuale e non di squadra. Negli ultimi anni invece l’oro olimpico è diventato un obiettivo anche per i big che fanno delle preparazioni diverse nell’anno olimpico.

Tra i favoriti di questa edizione in pole position abbiamo i numeri uno di entrambi i ranking, Djokovic e Serena Williams, seguono i vari – e sempre soliti – Murray, Federer, Muguruza e Halep. La superficie sarà il cemento outdoor quindi occhio ai grandi battitori e attaccanti da fondo campo. Non citiamo Nadal perché viene da un infortunio e non sappiamo in che condizioni si presenterà ai Giochi e se si presenterà.

Capitolo italiani non stiamo messi benissimo, nel maschile le nostre punte in singolare saranno probabilmente Fognini e Seppi, possibilità di medaglie poche. In doppio probabilmente avremmo presentato Fognini e Bolelli che han vinto uno slam nella disciplina, ma purtroppo il secondo è fuori per infortunio e non ci sarà. Per quanto riguarda le donne storicamente noi italiani andiamo meglio, ma in quest’annata non ce la stiamo passando benissimo, l’unica che potrebbe dire la sua sia in singolare che in doppio è Roberta Vinci. Certo non sarebbe stato male avere anche Camila Giorgi, forse la giovane più promettente del nostro panorama tennistico, ma finché il padre e la FIT continueranno a fare muro contro muro è arduo vederla scendere in campo a Rio.

 
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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Roma, ma sono nato in provincia di Messina dove ho concluso i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata al ciclismo grazie al mio concittadino Vincenzo Nibali e ad altri sport. Le Olimpiadi per me sono un'orgia sportiva. Oltre a scrivere e dirigere LoSportOnline ho anche partecipato alla fondazione di Blog34 (piazza virtuale studentesca di Messina, di cui vado molto fiero) e collaborato con OkCalciomercato, curando la rubrica "The Italian Job".

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