Il Post-It: la Ferrari non sa come si vince

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Sono tanti gli spunti che il recente Gran Premio di Spagna ci ha lasciato: la consacrazione del baby fenomeno Verstappen, il tutto collegato alla ‘retrocessione’ di Kvyat; la rivalità interna in casa Mercedes culminata con la più classica combinazione di autoscontro dopo neanche un giro su un circuito di Formula 1; l’incapacità della Ferrari di vincere una gara correndo da favoriti.

Gettiamo via gli altri due Post-It e teniamoci in mano l’ultimo, quello rosso. C’è da distinguere tra incapacità e impotenza, che è quella che negli ultimi anni la scuderia di Maranello ha mostrato di fronte alla RedBull prima e negli ultimi anni nei confronti della Mercedes. Ci aveva provato Montezemolo, se ne sono riempiti la bocca Marchionne e Arrivabene, ma la Ferrari al momento è ancora inferiore alla scuderia tedesca.

In Spagna però accade l’insperabile: Hamilton tenta un sorpasso rischioso sbanda e finisce per parcheggiare la sua macchina, e quella del compagno Rosberg, sulla ghiaia. Finalmente una gara senza la tirannia della Mercedes, e in effetti ci si è divertiti, ma ancora una volta le Ferrari non sono salite sul gradino più alto del podio, solo secondo e terzo posto per i piloti vestiti di rosso.

A questo punto però non si può dare la colpa sempre alle Mercedes se non vinciamo mai, perché giusto quella volta che le frecce d’argento non ci sono, ci facciamo battere dal primo che passa (in RedBull) letteralmente. Evidentemente ci manca ormai proprio la mentalità da vincenti, ci manca la consapevolezza di essere favoriti e la freddezza di saperlo gestire, ci manca anche la capacità di effettuare scelte lucide nei momenti importanti della gara senza farsi prendere dal panico.

La Ferrari – piloti, meccanici, tecnici…tutti compresi insomma – ha finalmente dimostrato che a Maranello non si vince più per demeriti nostri e non soltanto per quello che fanno gli altri.

 

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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Roma, ma sono nato in provincia di Messina dove ho concluso i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata al ciclismo grazie al mio concittadino Vincenzo Nibali e ad altri sport. Le Olimpiadi per me sono un'orgia sportiva. Oltre a scrivere e dirigere LoSportOnline ho anche partecipato alla fondazione di Blog34 (piazza virtuale studentesca di Messina, di cui vado molto fiero) e collaborato con OkCalciomercato, curando la rubrica "The Italian Job".

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