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Promossi, bocciati e rimandati – GP Bahrain

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Scintille e riflettori. Le luci si accendono sul circuito di Sahkir e su Vandoorne, non accennano a spegnersi per Rosberg e non sembrano voler dare segno di splendere in entrambi i garage Ferrari: è lunedì e con le nostre pagelle cerchiamo di illuminare il secondo Gran Premio di questa stagione!

VANDOORNE: 9.5. Giovedì scopre di dover sostituire Alonso, tenuto a riposo dai medici, e domenica conquista il primo punto per la McLaren Honda. La grinta del belga lo porta davanti a Button in qualifica e non fa rimpiangere Alonso in tutto il week end: tenerlo buono nei box per tutto il 2016 sarebbe uno spreco. Lo spagnolo avrebbe potuto raggiungere lo stesso risultato? Non credo.

ROSBERG: 9. Ci ha preso gusto a vincere e non accenna a voler smettere: ottiene la quinta vittoria consecutiva, la seconda in questo campionato, e con 50 punti è in testa alla classifica iridata. È il suo anno? Hamilton e gli altri sperano di no, ma i risultati gli danno ragione…

RAIKKONEN: 8. Povero, povero Kimi! Per l’ottava volta sul podio in Bahrain, mai sul gradino più alto, sempre con l’acqua alle rose. E anche se non si tratta di champagne, il suo bicchiere è pieno, più pieno di quello del compagno di squadra, almeno. Magra consolazione? Almeno diverte e fa divertire: il circuito gli piace e ce lo ha ricordato anche stavolta. Peccato che il calendario conta anche altre 19 gare…

RICCIARDO: 8. Se la ride e può permettersi di farlo. Termina anche questa gara ai piedi del podio e la sua costanza lo colloca al terzo posto nel Mondiale, davanti a lui solo la Mercedes, dietro di lui tutti gli altri. Vi sembra poco?

GROSJEAN: 8. Seconda volta consecutiva a punti, merito tanto suo, quanto della macchina. La Haas non è un fuoco di paglia, lui è uno dei protagonisti di questo 2016: continueranno a sorprenderci, lo sappiamo tutti, e ben venga!

VERSTAPPEN: 7. In Australia chiedeva aiuto alla squadra per sorpassare Sainz jr, in Bahrain dimostra in pista di non averne bisogno. Ha un gran talento, gli basta quello.

WEHRLEIN 6.5. Potreste non crederci, ma con una Manor ha sorpassato una Force India. Merito della collaborazione con la Mercedes? Non solo, altrimenti non si spiega come il tedesco riesca a mettere così in ombra il team mate Rio Haryanto. Pascal si conferma un gran pilota, anche fuori dal DTM!

HAMILTON: 6. Brillano i suoi orecchini, lui no. Piacciono le sue foto su Instagram, lui no. Sbaglia la partenza, ahia, viene speronato da Bottas, doppio ahia. Se con questi presupposti il terzo posto può sembrarvi un bel traguardo, noi non ci accontentiamo, forse colpa sua, ci aveva abituato troppo bene: cosa resta del pilota che ha vinto tre titoli Mondiali? Gli orecchini e le copertine patinate, non ci basta.

BOTTAS: 5. Non ci fa sentire la mancanza di Maldonado, raccogliendone, povero Lewis, abilmente il testimone. Il suo nono posto, per poco in zona punti, rappresenta la delusione di tutta una squadra, che con una strategia sbagliata butta all’aria la gara di entrambi i piloti.

VETTEL: SV. Un tedesco sulla Ferrari dopo Schumi e via, i tifosi subito a pensare ai traguardi da raggiungere insieme. Nessuno che pensava al bissare, dopo 20 anni, quanto fatto da Schumacher in Francia, cioè parcheggiare dopo il giro di ricognizione. Il fumo bianco che esce da Margherita manda all’aria i sogni rossi: se si vuole lottare per il Mondiale, non è di certo questa la strada da fare… Anche perché, nel tramonto nel deserto, Vettel non ne ha percorso proprio, di strada.

QUALIFICHE: 0. Non piacciono a nessuno, ma il nuovo format resta. Tra due week end il Circus approderà in Cina, chissà se FIA, FOM e team troveranno altri modi per farci ridere. Non più dar ridicolo, speriamo.

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Giusy Petrucci

Giusy Petrucci

Laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità alla IULM di Milano, ho due grandi passioni: la musica e il motorsport. Però sono stonata, allora lascio cantare i motori.

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