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Ayrton Senna – Un’ultima notte con gli scatti di Ercole Colombo

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Uno dei piloti più amati e più rimpianti che la Formula 1 abbia mai avuto, Ayrton Senna. I testi intensi nati dalla penna e quindi dal cuore di Giorgio Terruzzi. Circa cento fotografie di Ercole Colombo, capace di imprigionare nei suoi scatti gli attimi più emozionanti che la Formula 1 possa offrirci. Il tutto nel Tempio della Velocità dell’Autodromo di Monza.

Ci sono tutti i migliori presupposti per “Ayrton Senna. L’ultima notte”, una mostra sullo sfortunato campione che apre oggi, mercoledì 17 febbraio, al pubblico e che sarà visitabile dal mercoledì alla domenica (10-13, 14-18) sabato e domenica (10-19) al costo di 7 euro (biglietto ridotto 5 euro).

Un omaggio al pilota brasiliano prodotto da ViDi in collaborazione con l’autodromo e il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e che prende il nome da uno degli ultimi libri scritti da Giorgio Terruzzi, “Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna” (editore 66th and 2nd, collana “Vite inattese”, 2014), che così si esprime su Il Cittadino riguardo all’avventura intrapresa con Ercole Colombo: “Orgoglio e tenerezza. Con questo ho a che fare nel momento in cui si inaugura la mostra “Senna –l’ultima notte” nel museo dell’Autodromo di Monza. I motivi sono diversi. Sono cresciuto a pochi metri dal parco; ho alimentato una passione profonda per la figura del pilota automobilistico, agitandomi da ragazzino tra Lesmo e la Parabolica; covo da molto tempo il desiderio che l’area dell’Autodromo fiorisca, finalmente, come un giardino carico di storia e fascino. Non che basti una mostra, sia chiaro, ma in qualche modo questa iniziativa credo possa fornire un piccolo contributo dentro uno spazio a lungo trascurato e quasi dimenticato. Poi, le foto. Scatti firmati da Ercole Colombo. Il quale, oltre ad essere una delle figure più rilevanti del giornalismo motoristico, oltre ad aver dato un contributo straordinario alla diffusione della Formula 1 e alla passione conseguente, è stato il mio primo maestro, la persona che mi ha indicato il valore del lavoro, il dovere di cogliere ogni opportunità. Non è cosa da poco, soprattutto per un giovanissimo apprendista alle prese con un mondo adulto. Ercole, in questo senso, è un vero fenomeno. Energia e dedizione. Niente fuffa, solo sostanza. C’è da darsi da fare, nei suoi pressi. Il risultato è che, magari, impari a fare, appunto, senza metterla giù dura, misurando il privilegio che ti permette di occuparti di qualcosa che ami.”

Non potevo rinunciare a questa presentazione dedicata ad un uomo e ad un pilota che ho conosciuto bene. I miei primi ricordi di Ayrton risalgono al 1978, quando il mio meccanico Vittorio Cò mi portò ad Estoril per farmi vedere un pilota di kart dal quale, secondo lui, dovevo imparare molte cose. Già con i kart si poteva capire di quanto talento c’era in lui, e questo l’ha dimostrato anche in Formula 1 più avanti. Oltre ad essere un grandissimo campione era una persona squisita e speciale. Lo dico per la prima volta in pubblico, ma anni fa ebbi l’occasione di passare un capodanno insieme a lui a casa sua. Fu un momento particolare, in cui compresi quanto fosse speciale”, ha così commentato ieri Ivan Capelli, ex pilota di Formula 1, commentatore RAI e Presidente dell’ACI Milano, alla conferenza stampa della mostra, alla quale ha partecipato con Roberto Scanagatti, sindaco di Monza, Andrea Dell’Orto e Francesco Ferri, rispettivamente Presidente e Procuratore dell’autodromo monzese, Luigi Rossi, presidente di ViDi, e ovviamente i già citati Terruzzi e Colombo.

A Monza vanno quindi in scena le emozioni, i pensieri di Senna, il pilota quasi imbattibile, ma soprattutto di Ayrton, l’uomo dagli occhi ricolmi di saudade: l’esposizione ripercorre attraverso parole, fotografie e oggetti (come un kart del 1979 o il casco nel “suo” verdeoro) le prime vittorie, l’affermazione del talento, la fede, l’amore, le amicizie, le vittorie, gli scontri, le rivalità e le ultime ore in pista di un mito, campione in pista e fuori. Tensioni e riflessioni che hanno accompagnato Ayrton Senna nell’ultima tormentata notte trascorsa nella suite 200 dell’Hotel Castello, di Castel San Pietro Terme, durante quel maledetto week end del 1994.

Una mostra. Un percorso. Un viaggio. Come per stare accanto al pilota brasiliano quando “come se guardando nello specchietto, Ayrton Senna rivedesse tutto quello che ha fatto nella vita, riprendendo le parole di Ercole Colombo e osservando la foto da lui scattata a Suzuka il 20 ottobre 1991.

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Giusy Petrucci

Giusy Petrucci

Laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità alla IULM di Milano, ho due grandi passioni: la musica e il motorsport. Però sono stonata, allora lascio cantare i motori.

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